novembre

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mercoledì 20 luglio 2011

Finalmente l'ho trovato! Me lo porto tra le mani come un tesoro prezioso... certo come avrei fatto senza? Non so quante volte me lo sono sentito ripetere, mai... non dimenticarlo mai, per non dimenticarlo, sempre alla stessa ora, e invece per tre giorni ho rischiato che lui si dimenticasse di me, tanto... il problema restava solo il mio. Ma l'attesa è terminata, l'ansia sedata e dopo soli sedici numeri di coda nell'unica farmacia non in ferie della zona, il FEMARA viaggia dondolante in una busta biodegradabile in compagnia di quattro vasetti d'omogeneizzati ed una scatola di pastina primi mesi (dolce nostalgia del "mio pastino" di chemioterapica memoria). UFFA,quanti problemi mi sta dando questo FEMARA negli ultimi tempi! E non certo per gli effetti collaterali, a parte le caldane, che comunque, considerato il periodo, con le sudate stagionali vanno a scontrarsi, confondersi e sublimarsi in frequenti cali di potassio e fiacca a volontà. Cominciai ad assumerlo timorosa nello scorso ottobre, dopo l'ultima chemio, questo "antiaromatasico" che avrebbe dovuto tener quieti i miei estrogeni. "Non leggere il bugiardino!" mi avevano intimato, ma io disubbidiente... ma no, forse curiosa o ancor più desiderosa di saperne ancora per aver meno paura, cominciai a leggere, ma mi fermai alla prima piega di quella larga "fisarmonica"... Sì, meglio non leggere... e per magia... nessun disturbo... niente di niente. Poi, questo "benedetto" mi ha procurato per un malinteso un disagio relazionale, e in questi giorni di ferie a tutti i costi, una difficoltosa, sudata reperibilità. Però ce l'ho fatta! Giro e rigiro tra le mani la scatola bianca e bordeaux alla ricerca della linguetta d'apertura, sempre difficile da trovare, sfilo un blister dei tre e stacco una pastiglietta, piccola, del colore del sole. La mando giù con un sorso d'acqua, per oggi sono a posto e al FEMARA non ci penso più.

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