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martedì 26 luglio 2011

Elvira oggi l'ombrello l'aveva portato ed ugualmente mi aspettava al varco; era nel bagno quando stamattina sono arrivata, e non appena ha "percepito" la mia voce è uscita "precipitosamente". "Scusa, ti devo dire una cosa...", convinta che non l'avessi sentita perchè lei stessa non "si sente", ha alzato l'indice della mano destra, là dove aveva il cotone per fermare il sangue. Il batuffolo è caduto sul pavimento e goccioline rosse hanno segnato il percorso che la conduceva a me. "Che c'è, Elvira?" "Devi fare la carità, per Gesù... (ecco, ho capito!...) mi devi accompagnare a casa. (avevo capito giusto!)" Ma ero appena arrivata... subito no! Avevo anche pagato il parcheggio per due ore... un po' di pazienza, Elvira! "No, non ti preoccupare faccio quello che dici tu, ce ne andiamo quando dici tu. Ora mi siedo qua  e aspetto. " Si è seduta su una delle sedie nel corridoio, con i capelli schiacciati per l'essere stata sdraiata a letto e con il mazzo delle chiavi di casa in mano. Io accanto a lei a cercare di farla parlare di qualunque cosa che non fossero le solite cose. "Quando ce n'andiamo?" Ma dieci minuti non sono ancora passati!
Così, poichè per tutte le persone anziane il tempo è una categoria a sè, non individuabile nè quantificabile, ho pensato di tagliare la testa al toro, non tirarla per le lunghe e accompagnare finalmente Elvira a casa. Beh, oggi terminavo prima il "turno", avrei fatto tutto con più calma, e, ringraziando Dio, almeno questa volta non pioveva. Col solito passo di lumache tramortite siamo arrivate all'auto, e piano piano è iniziato il "nostro viaggio", perchè un viaggio è sembrato quel non tanto lungo tragitto fino "alla piazzetta di via Pestalozzi, là...proprio là di fronte..." Oh, quante volte l'avrà ripetuto la cara Elvira!
Mentre andavamo poi mi ha chiesto, "Ma perchè ti devi operare un'altra volta?" E alla mia risposta che spiegava la necessità di un altro intervento, ha replicato, "Saranno molti i giorni di ricovero?" Mah! Chissà perchè me l'avrà chiesto... forse... forse ...lo so.

4 commenti:

  1. ...un grande abbraccio Mary...aiutare il prossimo ci fortifica nell'animo...in quei momenti dedicati ad Elvira il tuo "tutto" si annulla...giusto il tempo di fare del bene...un raggio di Sole per un sereno inizio del giorno..
    dandelìon

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  2. Cara, per me ora lo stare con gli altri è questo, condividere ansie, bisogni ma anche piccole gioie, come mangiare insieme un gelato per far festa. Per una sorta di empatia il mio "tutto" è anche il loro e viceversa, e ciò mi appaga e mi rende felice. E' fare del bene agli altri ma anche a me stessa, comunque non conosco sacrificio.
    La gioia nel cuore e il sorriso ti giungano come augurio per un sereno pomeriggio.
    Mary

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  3. Dolce Mary... quanto dimentichiamo queste essenze dell'anima quando siamo convinti che nulla può sconfiggerci e nessuno può cambiarci.
    Noi donne in particolare abbiamo una forza ed un senso della condivisione che va al di là dell'umana comprensione..solo che oggi sembra quasi strano ed utopico quasi una debolezza, invece è la cosa più bella e piacevole delle persone..aiutarsi e sostenersi a vicende perchè ogni piccolo gesto o una parola possono fare la differenza!
    Un abbraccio di dolcezza per te
    Costy :)

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  4. La condivisione e l'aiuto reciproco sono le uniche cose che restano in questo deserto, quale appare troppo spesso, l'umanità attuale. Teniamo in vita queste oasi a ristoro di ogni singolo cuore.
    Un saluto dolce a te, Costy cara.
    mary

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