aprile

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giovedì 26 gennaio 2017

UN RICORDO... UNA CANZONE E...


Due canzoni per volta, come compito a casa. Non canzoni qualunque, ma specifiche che ci rappresentino. Stavolta sarebbe stata la mia una delle due.
Ne parlo oggi, al termine di una giornata non facile. Troppi eventi tragici, uno dopo l'altro, sembra che il mondo, l'intero universo si stiano ribellando ad uno stato di cose insostenibili. A pensarla così ti senti improvvisamente estraneo e viene il magone. Devi contrastare in modo adeguato per non lasciarti coinvolgere del tutto, e magari trovando rifugio nei ricordi ci riesci.
La mia canzone tanto antica, ma così bella... Mamma. Ne ho portato il testo all'incontro, lo riporto qui per condividerne il senso che ho ricavato traendone beneficio...
Mamma, son tanto felice
perché ritorno da te.
La mia canzone ti dice
ch'è il più bel giorno per me!
Mamma son tanto felice...
Viver lontano perché?
Mamma, solo per te la mia canzone vola,
mamma, sarai con me, tu non sarai più sola!
Quanto ti voglio bene!
Queste parole d'amore che ti sospira il mio cuore
forse non s'usano più,
mamma!,
ma la canzone mia più bella sei tu!
Sei tu la vita
e per la vita non ti lascio mai più!
Sento la mano tua stanca:
cerca i miei riccioli d'or.
Sento, e la voce ti manca,
la ninna nanna d'allor.
Oggi la testa tua bianca
io voglio stringere al cuor.
Mamma, solo per te la mia canzone vola,
mamma, sarai con me, tu non sarai più sola!
Quanto ti voglio bene!
Queste parole d'amore che ti sospira il mio cuore
forse non s'usano più,
mamma!,
ma la canzone mia più bella sei tu!
Sei tu la vita
e per la vita non ti lascio mai più!
Mamma... mai più!
Perché proprio questa canzone?... mi è stato chiesto... Vogliamo analizzare insieme per capire?
In realtà è già abitudine mia chiedermi il perché di tante scelte, non fermarmi in superficie, scendere in profondità per non avere motivo di ripensamento o rimpianto, oppure per rimuovere un vago senso di disagio... può succedere. Così ho tentato di dare autonomamente una spiegazione della mia scelta, che a quanto pare è risultata plausibile. E del resto è cosa comune a Tutti, dal momento che ognuno è speciale nella Sua unicità, non clonabile nel fisico e soprattutto riguardo all'interiorità.
Apro e chiudo una breve parentesi... come al mio solito... ma qui ci sta, anche se costituisce una breve interruzione.
Allora... tanti animi nella loro specialità, con l'esplicarsi e nella condivisione, appaiono come le linee arcuate e più o meno sottili di un arcobaleno. Tutti colorati, e nella vista d'insieme... un'unica e sola luce.
Bella immagine, vero? E, chiusa parentesi, torno al perché della mia scelta... la canzone, Mamma.
Primogenita di più figli, fin da bambina ho avuto un legame molto forte con mia madre. Tanto stretto che mi portava ad imitarla da piccola, e poi da grande, emularla. Insomma è stata il mio modello di vita in tutto e per tutto. Avrei voluto essere come Lei, ma non fu mai la mia, un'ossessione, piuttosto un "appoggio" della coscienza che andava consolidandosi in consapevolezza.
Uguale a Lei... come figlia, moglie e madre. Naturalmente, così non è proprio stato, diciamo che sono venuta fuori come una fotocopia in qualche tratto sbiadita e con più refusi, e comunque non poteva essere diversamente.
Al momento però della malattia, allora si... mi sono impuntata, incaponita... non avrei mai potuto deluderla.
"Mamma... son tanto felice, perché ritorno da Te...", e a Lei sono tornata, all'ultimo ricordo della Sua sofferenza. Quattro anni di dialisi, vissuti con pazienza, resiliente e generosa a tal punto da trarre momenti di gioiosa condivisione con i compagni di condizione. No, non l'avrei delusa. E così è stato. Con grande difficoltà all'inizio, ma poi... il resto Chi mi segue lo sa.
Ed oggi continuo a dirle grazie per quella che è stata per me, e mi sorrido quando, guardandomi allo specchio, mi ritrovo somigliante in quei "colpi di luna" ai capelli che non ho voluto spegnere per amore Suo.

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