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martedì 24 gennaio 2017

FITOFARMACI E CHEMIOTERAPIA. UN'ALLEANZA POSSIBILE (Potenziale utilizzo degli estratti vegetali nelle patologie degenerative) - parte prima


Il GAMA vola sempre più alto. Un percorso ricco, fatto di crescite individuali, tanta informazione e seria formazione, nuovi eventi.
Ciascuno sente di poter fare e dare di più, e in questo si impegna con la collaborazione fattiva non solo per sé.
Tramite la partecipazione ad eventi promuoviamo l'Associazione che nacque come gruppo di auto mutuo aiuto, e ora raggiunge la piena maturità attraverso vere e proprie relazioni che costituiscono un valido e fermo punto di riferimento.
E non finisce qui, perché informazione a largo raggio e formazione continuano con gli incontri quindicinali. Tanta strada si è fatta, altrettanta ce ne proponiamo. Non si finisce mai di imparare e migliorarsi.
Oggi, il 9° incontro dell'anno ha avuto come tema centrale, la FITOTERAPIA ONCOLOGICA. Una sorta di analisi dettagliata di alcune piante, valide come integrazione e supporto nelle terapie ufficiali.
E' opportuno premettere che non esiste al mondo una pianta o frutto o radice che possa far guarire dal cancro. Molti pazienti oncologici, colti da ansia e disperazione più che giustificate, arrivano purtroppo ad adottare erbe officinali sotto forma di automedicazione, magari consigliate da persone non qualificate, che non sono in grado soprattutto di valutare la compatibilità con altri trattamenti in atto.
E' anche vero però che la ricerca scientifica in campo oncologico è arrivata a riprodurre sinteticamente molecole già esistenti in natura nelle piante, facendone dei principi farmacologici.
Come al solito, in medio stat virtus, e quindi spetta al medico di base e all'oncologo indirizzare nel modo giusto, a non fidarsi di false e semplicistiche promesse di guarigione ma piuttosto considerare con cauta saggezza l'approccio ad alcune preziose piante, come utile opportunità.
Supporto, sostegno, potenziamento terapeutico nella prevenzione e cura delle neoplasie, questi gli scopi per cui il 5% delle 600.000 specie vegetali è stato studiato dal punto di vista chimico e farmacologico. C'è ancora molto da fare quindi su questa strada, ma l'interesse che vi ruota intorno fa ben sperare nel raggiungimento di obiettivi sempre più concreti.
Si comincia col distinguere i vari scopi terapeutici...
PIANTE AD AZIONE IMMUNOSTIMOLANTE, scelte e somministrate in modo ottimale in rapporto a casi clinici specifici.
PIANTE AD AZIONE CHEMIOPREVENTIVA, utili a inibire i fattori di crescita tumorale o addirittura stimolare l'apoptosi, ovvero la morte delle cellule cancerose.
PIANTE AD AZIONE DI SOSTEGNO, valide non solo per la neoplasia in atto ma anche per eventuali altre patologie preesistenti, che così non vengono aggravate dal tumore né dagli effetti collaterali delle terapie specifiche.
PIANTE AD AZIONE POTENZIANTE O PROTETTIVA, alleviano gli effetti collaterali e tossici di chemio e radio, e nello stesso tempo ne potenziano l'effetto.
PIANTE AD AZIONE CITOTOSSICA DIRETTA, sono ancora in studio per validarne un effetto citotossico diretto sulle cellule tumorali. Alcune però sono già alla base per l'estrazione di principi semisintetici.
(continua...)

1 commento:

  1. mi piace moltissimo questo argomento Mary, cerco nei limiti del possibile di curarmi con erbe ecc. , ti seguirò come sempre. Un abbraccio.

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