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giovedì 14 maggio 2015

E ALLORA... LASCIO LIBERI I PENSIERI


Emoticon heart 
Intendo... mentalmente capita che per non tirare troppo la corda, tento di allentare i pensieri, mettendoli ordinatamente in bella fila... come fosse possibile.
Quando le idee e i ricordi si accavallano e persino sovrappongono, è il caos invece, e se l'ora è tarda verrebbe di mettere un punto fermo e rimandare al giorno dopo, pur sapendo non sarebbe la stessa cosa.
Bene... in questo momento sono nella suddetta condizione. Fino a un paio d'ore fa avevo bene in mente i pensieri inespressi, adesso ci sono ancora ma è come si stessero azzuffando tra loro, perché nessuno resti indietro rischiando di essere dimenticato.
E allora non posso che lasciarli in libertà, sperando che restino sensati e non si montino la testa.
E' che stamattina ho ripercorso, nel vero senso della parola, la medesima strada di 5 anni fa e pure per lo stesso motivo. Sensazioni diverse ma uguali emozioni.
Avevo da rinnovare il codice di esenzione, e il posto dove recarsi è sempre quello, come pure il percorso da fare. All'epoca volli andare da sola, dopo sei giorni dalla prima chemio... già parruccata, con le orecchie tappate e la vista ad effetto "flou". Ah, dimenticavo... pure col passo felpato da felino... tutti effetti collaterali della terapia. Però mi avviai ugualmente, il Dottore me l'aveva detto... prima prenderai la gestione di questa "parentesi", più in fretta imparerai ad andare sulle tue gambe. Quindi "paziente" ed obbediente gli diedi ascolto.
Andavo così come un automa, ed ogni passo era una conquista... riuscii ad arrivare, prendere il numero, mettermi in fila. Incontrai una conoscente che mi guardava dubbiosa a causa della parrucca, la salutai raccontandole quello che mi stava capitando. Parlavo e ascoltavo me stessa come fossi un'altra, e mentre discorrevo, aumentava il coraggio e il tono di voce... quasi da " faccia tosta" nei confronti di chi voleva annientarmi.
Feci quel che dovevo, e trionfante con quel foglio che decretava la mia "new entry" nella realtà tante volte solo sfiorata col pensiero, feci ritorno a casa.
Potrà sembrare strano, forse pure con una punta di follia... io quel giorno fui fiera di me stessa, perché mi ero superata nelle paure acquistando consapevolezza di nuove capacità.
Da allora, ogni giorno fu prima uno scalino alla volta, fino ad oggi che ne faccio tre con una falcata sola.
Stamattina però non ho concluso nulla, perché sono arrivata con tre minuti di ritardo, e si sa... in Italia siamo precisi e puntuali in certi casi, ma poco importa.
Ho sempre il "mio domani", me lo sono guadagnato a caro prezzo, e la "contrarietà", senza problemi, la supero e poi l'archivio.

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