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venerdì 22 maggio 2015

COME PERSONAGGI...


Emoticon heart
Pirandello è il mio autore preferito. Da quando ai tempi della scuola ho fatto la Sua conoscenza, mi ritorna quale affezionato amico nelle vicende della vita. Strane, paradossali, a volte bestiali.
Non lo è stata forse quella che mi vede protagonista... non dico la malattia anche se da lì è partita, bensì la "pantomima" con chi dovrebbe comprendere ed essere dalla parte del più debole?
E qui la stranezza ci sta tutta, il restare increduli di fronte ad affermazioni gratuite, sparate a zero con l'intento di scoraggiare ed avvilire. Fortuna è che certe avventure fanno toccare il fondo a tal punto che pur di tornare a galla, si dimentica quel che si era almeno all'apparenza, abbandonando quindi la "maschera" indossata fin dall'età della prima coscienza.
Ieri "mi ascoltavo" e ancora una volta non mi riconoscevo, sentirmi "mercanteggiare" sul tempo che non era il mio ma neppure di chi avevo di fronte, mi sembrava surreale. Sei mesi... un anno, quando di concreto c'erano solo i cinque anni già passati.
Oggi sono arrivata alla conclusione di aver comunque perso una giornata di questa mia nuova vita, perché ho provato astio, ira e anche rimpianto... dolore per quella parte del mio corpo che è morta prima di me. Il ricordo sbiadisce sempre più, e quel che vedo ora allo specchio sembra sia sempre stato.
Non è granché, non mi piace... l'accetto perché devo e in nome di quel che sono. Ma Chi potrà mai dire quel che sono davvero?
Ho faticato tanto per "forgiarmi" una nuova identità, e ogni tanto si tenta di portare via anche questa... è dura davvero resistere e non abbandonare questo "palco" troppo spesso immondo e bestiale. Cerco di comportarmi come coscienza detta, nel rispetto altrui non voglio niente che non mi spetti, ho rinunciato già più di una volta al dovuto, e sono gli altri a fare di bestialità virtù. E sono anche la maggioranza, quindi temo un giorno di poter sentirmi estranea totalmente e non aver vissuto.
Così come è stato, mi sono sentita avvilita, poco considerata e triste, poi sono tornata indietro coi ricordi, tanti... i più significativi proprio quelli legati alla malattia... e con un colpo di reni mi sono rimessa in piedi per ripartire.
Un altro anno mi aspetta... Chi sarò ancora?

2 commenti:

  1. buonasera,
    le scrissi qualche tempo fa raccontandole la mia storia in cui la mia compagna affrontando il cancro mi aveva allontanata..
    ora vorrei concludere quella storia e se avrà piacere potrà pubblicarla nel suo blog.
    pochi giorni fa la battaglia è stata persa non senza lottare fino all’ultimo..
    quello che vorrei condividere con lei e ciò che nell’animo ha lasciato questa esperienza..

    con molta delicatezza dialogo e comprensione sono riuscita a riavvicinarmi alla mia compagna.. ed ho capito che mi teneva lontana non perchè mi volesse ferire ma perchè il suo dolore e scompiglio era grande.. mi feriva di riflesso.. era il suo modo per scaricare rabbia e dolore..

    in questi mesi ho avuto l’opportunità di starle accanto e osservarla.. nascondeva la paura di non essere accettata da me senza capelli senza seno e con un corpo ormai non più forte.. pensava di non potermi dare più nulla... non vedeva quanto fosse bella nella sua fragilità e nella sua ostinazione.. quanto ancora di lei poteva darmi..
    io ho cercato di farla sentire amata e sostenuta sino alla fine.. non le sono rimasta accanto per dovere o pietà come lei credeva potesse essere.. le ho dimostrato che per me lei era molto.. e ancora valida nonostante gli acciacchi.. le ho dimostrato che si può amare a prescindere da tutto nonostante nulla sarebbe stato come prima..
    per me è stato un privilegio poterla ascoltare consolare e sostenere fino alla fine..
    mi ha permesso di ascoltare il suo dolore.. e insieme ne abbiamo ricavato gioia e sorrisi..
    mi diceva che si sentiva sola non capita dagli altri.. e che solo con me riusciva a sfogarsi perchè sapeva che l’ascoltavo senza giudicarla ma con la gioia di poterlo fare.. era il mio modo di esserle utile..
    spero davvero di aver allietato e reso felici i suoi giorni..
    prima di andarsene siamo riuscite ad incrociare gli sguardi e per un attimo ho visto scomparire in lei i tormenti e le ho visto la serenità negli occhi.. spero davvero di essere riuscita a regalarle la pace che lei ha donato a me in quell’istante..

    credo che nella durezza delle persone in questi casi si nasconda un grande dolore che è quello della malattia.. che è sempre personale.. ma vorrei dire che ci sono persone vicino a voi davvero disposte ad ascoltarvi ed aiutarvi a sostenere il carico per quel che si può.. tendete la mano.. non siete sole..

    la ringrazio

    Elena

    le scrivo qui perchè non riesco ad inviarle una e-mail. scusi l'intrusione.

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  2. Cara Elena, ricordo perfettamente quello che mi scrivesti circa due anni fa. Mi dispiace davvero tanto per il triste epilogo di una storia tutto sommato frequente e sempre più spesso a lieto fine, anche se di "conclusione" vera e propria non si può dire in questi casi. Noi che incappiamo in simile avventura, ne siamo consapevoli pur continuando a... sperare.
    Immagino il grande dolore che ha accompagnato i Vostri giorni, ma sono anche certa delle piccole gioie vissute giorno per giorno, donate e condivise. Ora a Te restano i ricordi, ma siano questi dei momenti migliori, e a Lei che non è più, l'essere andata via col conforto dell'affetto più caro. Avete fatto in tempo a recuperare un rapporto, da questo ne siete state gratificate entrambe... non avete vissuto invano.
    Grazie per questa condivisione di cui hai voluto farmi dono... è stato un insegnamento per la vita.
    Un grande abbraccio.

    Mary

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