settembre

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sabato 11 febbraio 2012

Siamo riuscite a comunicare... Comprendevo quello che mi voleva dire, e Lei capiva "leggendomi sulle labbra". Non ci siamo mai fermate... due "belle chiacchierone estreme"... non c'è che dire!
La Sua storia... simile a tante altre, forse un po' più complessa perchè vedova da tanti anni ha dovuto darsi da fare per allevare i figli piccoli, ma certamente molto significativa... Una donna che non s'abbatte... non "si sottomette" a nessuna condizione avversa, a cominciare da quella iniziale fino all'attuale.
Sorrideva e a segni mi faceva capire... passerà... come dico poi, sempre anch'io... passerà.
Eh sì,  bene dice chi afferma che forti sono le donne... forse anche un po' di più degli uomini... capaci di grandi cose sanno darsi e dare forza, e d'altra parte un uomo non ci sarebbe se non ci fosse stata una donna a partorirlo... no?
Non è amor di polemica a suggerirmi tali parole... davvero, è una constatazione di fatto, anche parlando di me mai considerata tanto coraggiosa e con una soglia di dolore piuttosto bassa. E invece poi "ho sbalordito" tutti compresa me stessa... e questo "solo" per la malattia. Per quanto riguarda altro riesco a dare anche il meglio di me, a cavarmela senza sgomento nelle situazioni più ingarbugliate. E allora, incredula arrivo a chiedermi... sono veramente io quella che "mi sento"? Poi mi rispondo... a quanto pare sì, se riesco a guardare e a giudicarmi dall'esterno.
Eppure certe volte devo riconoscere le mie fragilità... piccole e grandi... sono quelle che riguardano il mio essere "mamma"... Chi lo è, mamma... potrà capirmi.
Come in questo momento...
Scrivo mentre la televisione trasmette il programma del sabato sera... ho il volume basso, percettibile quel tanto che basta per sentirmi in compagnia... Non voglio "essere sola"  perchè i "pensieri" prenderebbero il sopravvento e mi farebbero "volare" lontano... troppo.
Stasera i miei figli... entrambi, sono via.
Sono in apprensione per loro... i motivi sono diversi ma reali. La "mia" è un'ansia "moderata"... come dire, "sotto controllo", ma è latente e penetrante come un tarlo se mi soffermo solo un attimo a pensare. Allora cerco di non farlo, e... "tirando i dadi" della distrazione, come se giocassi al gioco dell'oca, salto una o più caselle e penso ad altro, continuando a... essere la donna e mamma che non cede alla Sua vulnerabilità.

8 commenti:

  1. Cara Mary, non vengo a leggerti tutte le sere per essere sincera, perché non tutte le sere sto abbastanza al computer per andare a trovare tutti, ma ogni volta che vengo trovo sempre una bellissima pagina di vita raccontata con garbo, semplicità e sempre molto scorrevole, piacevole.. sei così sensibile che quasi mi sembra di esserti davanti mentre ti leggo e tu ti racconti... ti capisco, come mamma , per quanto riguarda l'ansia latente...diciamo che quasi ci costringiamo a provare un'ansia velata, per non pesare a chi ci è vicino, per mostrare la nostra forza d'animo, per non sentrci dire che siamo mamme-chiocce..ma basta soffermarsi appena un po' di più sul fatto che i nostri bimbi sono lontani ed è finita!I nostri sono via da oltre 10 anni, prima per lo studio e ora per il lavoro, ma cosa si deve fare? così va la vita!Non resta che essere loro vicine col pensiero e con il cuore.. coraggio amica mia, andiamo avanti. Ti giunga il mio abbraccio e il mio augurio di una buona domenica

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    1. Paoletta cara... e quanto è difficile mantenere quella calma apparente che sotto i suoi veli nasconde ben altro!
      Poi la sera... quando vai a letto e chiudi gli occhi... ti senti senza orientamento e tutti i punti di riferimento ti abbandonano. Li riapri all'improvviso... gli occhi, e ti si para avanti, indesiderata ospite... l'ansia... a volte anche l'angoscia.
      Ma hai ragione Tu... così va la Vita, e rendendomene perfettamente conto, mi ripeto l'immutabile "ritornello" e vado avanti facendomene una ragione e cercando di pensare solo a cose belle.
      Non sempre mi riesce... come puoi ben credere... ma il solo "tentativo" fa, come dire, passare il tempo e con il tempo perde energia anche l'ansia.
      Sarà anche questa una strategia? Mah, lo spero visto che è l'unica che adotto in questo caso.
      Un GRAZIE infinito ed un abbraccio altrettanto grande.
      Mary

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  2. So perfettamente quello che provi, quell'ansia che tieni faticosamente sotto controllo a denti stretti, quel tarlo che ti rode. E puoi fare solo come fai tu, forzarsi a pensare ad altro.

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    1. Lo ripeto... Ambra cara... pensare ad altro, focalizzarsi su se stesse non solo in quanto madri... può essere una sorta di strategia.
      Per ora è l'unica che conosco e adotto, e devo dire che più o meno funziona.
      Un abbraccio,
      Mary

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  3. Cara Mary, io non sono mamma. Ma ti capisco perché leggo ogni giorno l'angoscia negli occhi di mia madre e perché in primis hp provato tale angoscia anche se per cose diverse. Ma preoccuparsi non serve e non migliora le cose anzi le peggiora. La preoccupazione, oltre a far male alla salute, crea una forte energia negativa anche nell'oggetto della preoccupazione...Buona domenica carissima.

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    1. Maria cara, apprezzo la Tua comprensione e il suggerimento che non poco mi conforta. Ma sai... l'essere madre fa la differenza...
      Le intenzioni ci sono per non preoccuparsi... per un certo tempo ci riesci pure... ma poi ricadi nel pozzo senza fondo dell'ansia.
      Cerchi un appiglio... lo trovi anche, ma ti scappa ancora, e... così via.
      Sarà forse responsabile quel tale "cordone ombelicale" che mai si taglia? E se è così... come si fa a pensare ai figli come altro da sè?
      Mia cara... un forte abbraccio ti raggiunga e Tu dona lo stesso alla Tua mamma... Perchè sapessi quanto ne abbiamo bisogno!
      Mary

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  4. Che la forza sia con te ..giovane mamma Mary :)
    Ti giunga il mio più affettuoso abbraccio
    Costy

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  5. Che la forza sia con ME davvero... Amica mia!
    Ti rimando l'abbraccio con affetto e calore, perchè di questi tempi ce n'è proprio bisogno.
    Mary

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