luglio

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domenica 12 febbraio 2012

E oggi ero sola in una casa vuota... e mentre giravo per le stanze mi rendevo conto di quanto fosse "deserta" questa mia casa.
Negli ultimi giorni per il gran freddo anche Biù Biù non mi gira intorno... preferisce restare al tepore della sua cuccia, rifugiata sotto ben due copertine di pile.
Così stamattina sfaccendavo... cucinavo e poi alla fine mi son chiesta perchè, o meglio per Chi facessi tutto questo. E' vero... c'è l'Amore della mia Vita, con Lui sto riprendendo l'"antico percorso"... in due come una volta... e poi ci sono IO, non sono mica nessuno IO!? Eppure mi manca qualcosa... qualcuno. E' come se mi si presentasse come intera una torta a metà. Avrò reso l'idea? E' proprio questa la sensazione che provo... a pelle, è un'emozione d'impatto non ridimensionata dalla ragione.
Ma poichè non si può certo restare a un tale livello per se stessi e anche per Chi è vicino, amor di giustizia e senno ritrovato mi portano a riflettere...
I miei figli non sono con me, ma CI SONO, posso raggiungerli telefonicamente quando voglio e Loro pure... ho diritto allora a farmi solo sfiorare dall'ansia e dalla malinconia? Come fa la mamma che ha perso un figlio PER SEMPRE a sopravvivere al peggior dolore che possa esistere? E' contro natura che qualcuno muoia prima di Chi lo ha messo al mondo, eppure accade, perchè come è stato detto... non è stabilita nè data nè ora, e succede che spesso alla Vita piaccia "giocare d'azzardo", e poi esce Chi esce.
E il dolore è atroce... lancinante ed assurdo... "Ti senti morire pure tu..." diceva mia madre che fra i tanti dolori aveva provato anche questo... E poi vedi che non è così, sei vivo e vorresti non esserlo più... ed è sgomento...

... Soffrire non significa smettere di vivere. Non significa smettere di ridere, o impedirsi d'essere contenta delle piccole cose, o degli avvenimenti felici. Tutte queste cose esistono ancora e noi dobbiamo riuscire a vederle; non hanno smesso di esistere con la morte di Federica, è la nostra anima che finge di non vederle più...

... Cosa ci può spingere ad andare avanti? Possono essere gli altri? Può essere un'esortazione detta con amore: "Coraggio, devi essere forte!"?
Possono gli altri trasmetterci la forza, il coraggio per alzarci tutte le mattine, andare al lavoro e svolgere le solite incombenze, vedere persone, parlare?
Sì, è possibile, ma solo se ci crediamo...
                            dal libro "Orfana di mia figlia" di Morena Fanti

14 commenti:

  1. Bellissimo post! ci spinge ad andare avanti la speranza che il domani ci riservi qualcosa di bello! buon inizio settimana

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    1. La Speranza, ultima dea, è appunto l'ultima a morire... e a decretarne la fine siamo Noi, quando è destino che dobbiamo abbandonarla perchè non ci saremo più. Intanto con Essa a fianco si va avanti, scoprendo che ogni giorno ha comunque qualcosa in più del precedente.
      Sempre grazie...
      Mary

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  2. Ho Vissuto la separazione dalla mia gemella...
    non è mancata...si è solo trasferita oltre oceano...
    ho Vissuto un'anno a "metà"...proprio quella sensazione che hai descritto Tu, della torta con un pezzo mancante...
    ed è una sensazione tangibile che ti accompagna e scandisce il Tuo divenire.
    Non credo, una Madre riesca a sopravvivere con consapevolezza alla morte di un Figlio...
    credo invece che il più delle Madri colpite da questa terribile esperienza, siano stimolate da chi cammina al loro fianco, senza abbandonarle mai...
    ed è grazie a chi ci ama che il nostro divenire assume un "valore"...
    certo siamo noi i primi fautori del nostro benessere psico/fisico...
    ma è altresì vero che le persone con cui ci rapportiamo , hanno l'opportunità di renderci il divenire un pò meno doloroso...
    grazie per l'opportunità Mary Cara..
    un abbraccio, con affetto..
    dandelìon

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    1. Mia cara... per un gemello il distacco dell'altro da sè costituisce un vero e proprio trauma. Capisco perfettamente quello che hai potuto provare... sarà stato come guardarsi in uno specchio oscurato... non poter vedere la propria immagine.
      E credo che anche per una Madre che abbia perso il figlio sia la stessa cosa...
      Hai ragione quando dici che non può farcela da sola, con consapevolezza ad elaborare un lutto così tremendo, ma è altresì vero che se si chiude in se stessa rifiutando aiuto, non supererà mai lo strazio. Quindi dipende da Lei... deve trovare in sè la motivazione, la spinta ad andare avanti proprio in memoria di Chi non c'è più.
      Con tanto affetto e in sintonia di sentimenti t'abbraccio forte, ringraziandoti ancora una volta.
      Mary

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  3. Ti capisco quando parli della tua casa vuota, perchè è così anche per me... L'amore della vita, come lo chiami Tu, lavora... e poi... c'è l'affetto che ci lega. ... Ma ci manca qualcosa ...
    Ho letto anche la storia di Dandelion, mi dispiace anche per lei...
    L'abbandono delle persone fa soffrire molto. Grazie per questa condivisione. Un abbraccio affettuoso.
    Ale

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    1. Gli esseri umani sono portati strutturalmente ad essere legati a degli schemi, e quando per forza di cose sono costretti ad allontanarsene vanno in crisi, o per lo meno "credono", visto che basterebbe un piccolo ragionamento logico per rendersene conto.
      Pur essendone consapevole... io... ogni tanto "vado in crisi", o "lo credo", perchè mi guardo intorno e non vedo più i "miei punti fermi", le "sicurezze della mia Vita". Ma quello che era... è, continua a... essere. Solo che... il "mio sentire" è momentaneamente offuscato.
      Mia cara Ale, condividendo con Te anche tutto l'affetto di cui può essere capace il mio Cuore, t'abbraccio forte forte,
      Mary

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  4. Grazie Mary !!!!
    Un abbraccio forte forte.
    Conosco personalmente due mamme che hanno perso i loro giovanissimi figli.
    Vivono? no sopravvivono e nei loro occhi una tristezza infinita che non si spegne mai.I nostri sono lontani si ma ci sono!!!!!

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    1. Certo, cara... ma spesso "sopravvivere" in un certo modo è un "continuare a... vivere" reimpostando la propria esistenza e rivalutandone alcuni aspetti che prima si davano per scontati.
      Lasciarsi andare ad uno strazio senza fine non va bene... appare come una sorta di autopunizione... ingiusta e deleteria.
      Un grandissimo abbraccio,
      Mary

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  5. Mary... com'è triste questo post!!! Sono sicura che non c'è sofferenza peggiore... ma perchè ti è venuto questo pensiero così triste? Capisco il tuo stato d'animo... la torta tagliata a metà... molte volte ho provato questa sensazione... forza cara, voglio leggere i tuoi post pieni di gioia di vivere, quelli che mi fanno bene al cuore... un abbraccio immenso♥

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    1. Patrizia cara, capisco come le mie parole possano essere risultate tristi... strane, espressione di un sentire che di solito si vuol allontanare. Sai... è il ritrovarsi da soli che porta a certi pensieri... ed è questo uno dei motivi che mi spinge fortemente all'esterno... agli altri. Nella condivisione di situazioni reali, anche drammatiche trovo la spiegazione a tutto... anche al dolore per la perdita di un figlio. Resta il dolore... quello non si può spiegare nè annullare, ma nella "volontà" di farcela in rispetto della Vita in generale, si trova la forza necessaria per elaborare un lutto che altrimenti porterebbe all'annientamento totale.
      Mia cara... se parlo così è per cognizione di causa. Mia madre è sopravvissuta ad una figlia per ben 41 anni e non ha negato mai agli Altri... familiari e non... il piacere della Sua risata.
      Quindi... tutto sommato... questo post non è poi tanto triste perchè "spalanca" le porte alla Speranza.
      Con tutto l'affetto possibile,
      Mary

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  6. secondo me non c'è sofferenza peggiore che quella di perdere un figlio..oltre che contro natura, ti senti impotente e vorresti essere al suo posto. per un figlio una madre è disposta all'estremo sacrificio..eppure c'è chi ha trasformato il suo dolore in una nuova linfa, una consapevolezza che chi ha solcato anche per poco questa terra in realtà ha preparato il cammino ad un nuovo tipo di speranza.
    Tanta tristezza e tanta gioia si mescolano insieme nell'animo di una madre e nel volto sorriso e lacrime.
    ciao Mary, come sempre stimolanti i tuoi post

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  7. Costy cara... siamo in sintonia perfetta o sei il mio alter ego, perchè è proprio questo il senso di ciò che ho scritto.
    Da una sensazione di vuoto per la mancanza temporanea o prolungata dei miei figli... che comunque SONO... è venuto fuori spontaneo il confronto con il senso d'impotenza... colpa e solitudine di Chi il figlio l'ha perso per sempre. Analizzando non senza sofferenza le situazioni sono arrivata alla conclusione che vivendo giochiamo di continuo una partita. A volte si vince altre si perde... ma la "maestria" sta nel non farsi mai squalificare, usando saggezza ed intelligenza.
    Amica mia... GRAZIE, grazie per aver donato valore aggiunto ai miei pensieri.
    Mary

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  8. L'ho vissuto sulla mia pelle cara Mary la mia vita fin dalla giovane eta' e' stata un prendere e un lasciare...cominciando a lasciare la mia patria per amore...facendo scelte che il cuore mi indicava...ho sofferto la lontanza della mia famiglia per tanti anni...siamo 6 figli a casa ora ho due figli grandicelli e la mia meta' e tutto il giorno al lavoro...i figli hanno molti impegni..io un poco meno...ma tanti interessi.. ma sento sempre dentro me il richiamo del silenzio e della solitudine..perche? Negli anni la mia terra il resto dei miei cari li ho dentro il cuore...la sofferenza ha aperto un canale che mi ha dato un po di pace e gioia..il tempo e la consapevolezza le persone accanto gli amici gli incontri speciali mi hanno portato a superare molte puntate della vita oggi ringrazio tutta la vita che ho vissuto fin ora...e vivo la giornata con curiosita, grazie infinite la tua riflessione porta a far revisione di vita che la gioia entri presto nel tuo cuore un abbraccio affettuoso :))

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  9. Mariella... che piacere leggere un Tuo commento... scritto poi... così, col Cuore. Di getto e in una continuità che ricorda il prorompere di sentimenti contrastanti ben esprimi le Tue emozioni.
    Esse... mia cara... da sè e condivise son divenute ricchezza grande, diciamo pure immensa... il che Ti rende speciale nel rapportarti con gli Altri, anche solo virtualmente.
    Sono io a ringraziarti oggi per quello che mi hai donato con le Tue parole di commento.
    Un forte abbraccio,
    Mary

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