luglio

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giovedì 23 febbraio 2012

Nell' "agenda" del mio Cuore son presenti tutti gli amici tra "quelli che contano"...
Senza un ordine preciso non si rispetta alfabeto nè cronologia... tornano alla mente come pensieri i volti e i nomi e di ognuno ne rivivo la storia.
E ripensandoci mi accorgo d'una cosa... i rapporti più belli ed intensi sono proprio quelli in cui l'approccio da parte mia non è stato facilissimo. Una conquista dura, in seguito molto più apprezzata.
Il problema sorgeva per una sorta d'inquietudine che mi prendeva quando ero a cospetto di certe persone.
All'improvviso mi mancava il "coraggio"...  proprio quello, e le parole, o per meglio dire gli argomenti venivano meno.
 Ma non è possibile... mi si diceva... tu non sai che cosa dire? Magari... forse sì... qualcosa potevo argomentare... ma come cominciare? Appunto... l'approccio difettava.
Non avendo mai avuto grossi problemi nel relazionarmi con gli altri soprattutto nell'età matura, e vinto poi con la malattia ogni forma di timore o reticenza, mi chiedevo come mai succedesse questa cosa.
Se fossi riuscita a darmi una risposta, ero convinta... avrei superato l'ostacolo.
Più volte forzando quell' innaturale ed inopportuna timidezza data la situazione, piano piano la risposta è arrivata da sola. Ciò che mi bloccava  era un senso d'inadeguatezza... la paura di violare un animo provato e di entrare troppo dove non era consentito neppure affacciarsi. Dopo tutto io non ero nessuno... Senza qualifica nè competenza con che diritto potevo pretendere di dispensare  consigli e serenità? E in realtà... in genere questa non è stata mai mia intenzione, caso mai erano gli Altri a farmi questo grande dono.
Ma di fronte a certe persone grande era il disagio... e chissà forse, se si ripresenterà l'occasione... lo sarà ancora.
Intanto stamattina ho vinto un'altra volta me stessa e mi sono avvicinata al mio "alto e tenero amico".  Alto lo è davvero, quasi due metri e magro magro come un chiodo. "Ho perso 20 chili..." mi ha detto balbettando, perchè Lui balbetta sempre ed è difficile capire ogni Sua parola, ma oggi un po' ci sono riuscita con l'udito... il resto l'ha fatto il Cuore, e così abbiamo parlato e anche a lungo. A breve dovrà essere operato e il Suo cruccio è quello di dover restare immobile in un letto d'ospedale per dieci giorni... "Come faccio? La cosa è pesante assai... io so' lungo lungo... e quel letto è corto corto!"
 L'ingenuo candore di un bambino nella statura di un gigante...
Ecco che cosa prima m'aveva impedito d'avvicinarmi a Lui... tenero amico.

4 commenti:

  1. Cara Mary, la tua discrezione e la tua affabilità ti permettono di relazionarti molto bene con gli altri.
    Sei talmente delicata che fa piacere dialogare con te.
    Un abbraccio affettuoso.

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    1. Grazie, Gianna cara per i complimenti...
      Spero come Tu dici... che sia piacevole parlare con me.
      E' una motivazione in più.
      Un caro abbraccio,
      Mary

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  2. A dire la verità anche io ho amicizie che sono nate con qualche difficoltà e che sono cresciute proprio grazie al superamento di queste complicazioni comunicative. Che tenero il racconto del tuo amico speciale.

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    1. Penso che Tutti, anche i più disagiati abbiano diritto a comunicare, e spesso proprio da questi viene la ricchezza più grande.
      Un abbraccio, Carolina.
      Mary

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