dicembre

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domenica 5 giugno 2011

Finchè non avessi tolto definitivamente il drenaggio ascellare non avrei potuto iniziare la nuova terapia; infatti era necessario escludere la possibilità di un'infezione prima di cominciare. Così tornai a casa con la bustina acquario, "il palloncino" più gonfio, e non solo. "La fascia... la fascia non l'avete ancora indossata?" Mi aveva chiesto il chirurgo con tono di rimprovero. "E che aspettate?" "Veramente... non sapevo... pensavo" più o meno furono queste le mie risposte evasive, con l'intenzione di prendere tempo, chissà... magari poteva anche non essere più necessaria. Pura illusione! Il problema era che quest'idea della fascia non l'avevo ancora metabolizzata, o meglio non volevo. Quando, qualche giorno prima di essere dimessa venne Marilina in camera a presentarmi un fac-simile, ero talmente confusa da non capire bene nè l'utilità nè il modo in cui avrebbe dovuto essere confezionata." Mary, vengo a proporti un'altra piccola tortura..." aveva esordito così, e già era tutto un programma. "Deve essere una fascia elastica molto alta, lunga quanto la circonferenza del tuo torace; all'estremità devono essere cucite con un rinforzo le parti del velcro; quando saranno attaccate la fascia deve stringere il torace in modo da tenere abbassato l'espansore che, altrimenti finchè non è completamente gonfio rischia di alzarsi e cambiare sede." Marilina aveva detto bene e aveva illustrato altrettanto... un vero, perfetto strumento di tortura. Era chiaro che il solo pensiero mi mandava in tilt, con il caldo che incalzava ci mancava solo la fascia! Però, evidentemente a quel punto era indispensabile se il dottor F. C. insisteva così tanto, quindi avrei dovuto rassegnarmi, abbassare il capo e "lasciarmi torturare". Intanto la fascia era pronta già da tempo, all'interno di una busta, riposta nel cassetto del comò dormiva sonni tranquilli, ignara di quante ne avrebbe passate con la mia insofferenza, l'intemperanza e i capricci del mio espansore, il desiderio di lasciar "pudicamente" intravedere un dignitoso decolletè.

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