agosto

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giovedì 2 giugno 2011

Con l'arrivo della stagione calda per andare in ospedale prendo sempre meno il mezzo pubblico perchè girare in città, soprattutto alle ore di punta, senza aria condizionata vuol dire mettersi a rischio di disidratazione, ipotensione ed accidenti vari, in modo che poi in ospedale ci finirei in autoambulanza e per altri motivi. Così mi avvalgo della mia auto, munita di condizionatore, recentemente riparato e potenziato; vero è che ha i finestrini bloccati, ma questo è un altro discorso, l'importante è comunque "viaggiare freschi". Il problema sorge però quando arrivo a quell'ora del mattino e devo parcheggiare. Un'occhiata veloce... a destra niente... solo parcheggi preferenziali per disabili e mamme in attesa...  a sinistra neanche a parlarne. Dopo un primo giro è la volta di un secondo, poi se sono fortunata al terzo trovo un posticino che è proprio tale, piccolo, angusto che a colpo d'occhio per sistemarci l'auto dovresti calarla dall'alto. Ora... io non sono mai stata un asso del volante nè tanto meno una che ha parcheggiato con una sola manovra in uno spazio di... più metri, quindi è immaginabile come possa sentirmi, in ansia, confusa e nell'imbarazzo totale di fronte ad una difficoltà simile. Una delle prime volte, per non bloccare il traffico l'auto l'avevo messa così come "mi veniva"; di sbieco? Di traverso? Obliqua? No, diciamo pure decisamente storta, nel senso peggiore del termine, fuori dalla linea di parcheggio... un vero disastro! " No, signora... la macchina la dovete aggiustare. Non per me, qua devono passare gli autobus e se non possono vengono chiamati i vigili e poi... poi sono problemi vostri." Cosa potevo fare?  Mi venne un'idea immediata. Ma sì, lo dico... non è una bugia. " Scusa, ti posso chiedere un favore? Sono stata operata al seno... le manovre mi sono difficili... la macchina me la potresti sistemare tu?" "Signora, ma vi pare?!! Non ci pensate, faccio tutto io."
Eh sì, è proprio vero, "Lassù Qualcuno ci ama", e a me Qualcuno ha mandato un angelo al parcheggio. Da quel giorno il "mio" posteggiatore quando mi vede, mi aspetta e mi sistema l'auto; lo ringrazio e gli lascio sempre una piccola mancia. L'altro giorno gli ho detto, "Grazie, sei sempre molto gentile." Mi ha risposto. "Di niente, signora. Siete voi molto gentile per me." E ancora una volta mi son sentita un po' più ricca.

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