novembre

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domenica 19 giugno 2011

E continuo a...combattere a distanza di un anno, anche se mi si dice, "non temere", "é tutto a posto", o "procede bene", perchè quando t'imbatti in questa malattia ti resta addosso come una seconda pelle, ne senti l'odore, la sogni di notte. E per non farti sopraffare da essa devi combattere, anche a muso duro se necessario. Io lo faccio... la sfido... la guardo negli occhi... la prendo di petto, e così... non ho la minima paura. I due giorni di riposo che mi tengono lontana da "chi mi appartiene" trascorrono in modo anomalo; il sabato è tutto dedicato alle faccende domestiche, la domenica è dominata dai pensieri, pensieri che vanno e vengono, e che a volte mi lasciano senza forze. E continuo a... combattere pensando al lunedì, quando mi ritroverò con "chi mi capisce", di cui "conosco"non "immagino" la fatica, la sofferenza, la speranza. A me quei due giorni mancano, mancano proprio... è come se li gettassi via, nello stesso modo in cui "spazzo via", dimenticandoli, i foglietti del calendario. Non voglio dimenticare ciò che ho provato nè intendo sprecare il bene,  la ricchezza di questi ultimi mesi; desidero che essa aumenti e così m'impegno senza sentirne il peso, perchè è così quando ci metti tutto te stesso, quando ci credi e ti senti partecipe. A casa io continuo a... pensare a Giovanna, Salvatore, Antonietta, Silvana... e a tutti gli altri; mi chiedo, chissà come si sente... la terapia... gli effetti collaterali... e l'esito di quell'esame? Speriamo sia andato bene, domani devo portargli qualcosa, magari dei biscotti sì, per festeggiare o per consolarlo... chissà! E tra questi pensieri spariscono le mie ansie, dimentico me stessa, un tempo malata, oggi probabilmente afflitta se ossessionata da ciò che è stato, forse a "spazzare via" i giorni migliori, quell'occasione in più, come foglietti di un calendario.

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