dicembre

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mercoledì 3 novembre 2010

Si dice "non c'è due senza tre", ed io per il terzo giorno consecutivo tornai in ospedale decisa a risolvere una volta per tutte la questione dell'esito dell'agobiopsia. Questa volta però passai direttamente dal laboratorio di Anatomia e istologia patologica, qualcosa in più avrebbero saputo dirmela! Valeria come sempre mi accompagnava, cercava di arginare i miei scatti di nervosismo, mi sosteneva negli attimi di scoramento. Quella fu davvero una mattinata difficile. "C'è nessuno?" Entrate nel vano antistante il laboratorio non vedemmo anima viva. "Scusate, ma non c'è nessuno?" Per la seconda volta cercammo di farci notare. Mi affacciai sulla soglia di un'altra stanza perchè richiamata dal suono di alcune voci, lo feci timidamente quasi con timore, ma Valeria,  per tagliare la testa al toro, mi diede uno spintone e a quel punto non fu più possibile non essere vista. "Vorrei parlare con la dottoressa P. A." "Attendete un minuto." Mia figlia ed io eravamo rimaste al di là di una vetrata, quasi timorose di oltrepassare un limite proibito; io in particolare mi sentivo piccola, impotente e nello stesso tempo quasi sfrontata per il fatto che dovevo chiedere di qualcosa che comunque era un mio diritto. Non volevo un'altra delusione, temevo altra perdita di tempo. La sensazione d'incertezza, quasi di panico fu annullata in un istante dal sorriso aperto,chiaramente sincero della dottoressa P. A. Ci invitò ad entrare, ascoltò il mio sfogo buttato giù in maniera confusa e tra le lacrime, poi chiuse la porta e cominciò a parlarmi. Ricordo bene tutto quello che mi disse ma al di là delle parole, chiare e prive di pietismo, a tratti dure perchè esplicative di una dura realtà, ricordo la sua voce, pacata, suadente che a poco a poco mi tranqillizzò, asciugò le mie lacrime, riportò nei miei occhi il sorriso da un bel po' dimenticato. Persona davvero speciale! Forse devo proprio a lei la presa di coscienza della mia vera natura e della mia grande capacità di risalire dopo aver creduto di non potercela fare mai più.

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