giugno

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martedì 16 novembre 2010

Ogni giorno provo grande meraviglia nel pensare quanta ricchezza mi abbia donato e mi doni la malattia. Fino ad otto mesi fa ero nell'opacità di una vita condotta tra la noia e l'indifferenza, subendo gli avvenimenti, gli eventi, la volontà altrui, oggi percepisco ogni movimento intorno a me, apprezzandone a pieno il valore. Stamattina ho sentito al telefono Rosa; cara, ogni volta che mi trovo a confronto con lei è un tassello in più per la mia anima. In questa parentesi di vita abbiamo provato e proviamo le medesime emozioni, il nostro atteggiamento nei confronti di ciò che ci succede è lo stesso, ma in più  lei ha un'umiltà e una generosità che la rendono unica. Ecco, la mia malattia mi ha donato questo, la capacità di scoprire,  perchè lo voglio pienamente,  le doti dell'altro.
Nel pomeriggio, poi, ho partecipato ad un evento bellissimo, tenuto all'Ordine dei Medici della mia città, "L'attesa della donazione verso il trapianto-I Protagonisti", a cura dell'ANED, l'associazione nazionale emodializzati e trapiantati. Di questo incontro è mia intenzione parlare in modo più dettagliato, tanta è l'importanza dell'argomento, per ora mi soffermo a dire che oggi mi sono ritrovata anche un'apertura e una disponibilità diversa nei confronti della sofferenza in generale e dei problemi particolari che da essa scaturiscono. Non sono forse una ricchezza anch'esse?
A conclusione di questa giornata, un parziale bilancio in attivo della mia storia, parziale perchè non finisce certo qui, tornata a casa ho trovato un messaggio di un'amica, operata al seno e attualmente in trattamento chemioterapico, che mi chiedeva aiuto perchè aveva la febbre e tanta paura. Chi fa la chemio e ha un rialzo febbrile deve comunicarlo al proprio medico tempestivamente perchè può essere sintomo di un'infezione che va curata in modo appropriato, quindi la paura è comprensibile ma è anche arginabile perchè oggi a tutto c'è rimedio grazie alla ricerca che se pur lentamente va sempre avanti. A lei, a Manu, ho cercato nel mio piccolo di infondere un po' di speranza in più, l'ho incoraggiata, l'ho invitata a continuare a... sorridere, così come altri hanno fatto con me, perchè questa catena di solidarietà diventi sempre più grande e non abbia mai fine.

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