settembre

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domenica 31 ottobre 2010

"Domani vengo anch'io con te dal dottor C. così lo saluto, il mio salvatore." Mio padre volle accompagnarmi quel  lunedì con l'intenzione di supportarmi e di salutare colui che riteneva l'avesse salvato da fine quasi certa. Alle tre del pomeriggio eravamo lì a fare anticamera nell'attesa che ci ricevesse, come sempre marito e figlia al mio seguito, e in più questa volta c'era anche mio padre. Sapevo per certo che l'esito era arrivato, ma non avrei potuto insistere più di tanto se mi avessero detto il contrario, quindi mi augurai che tutto si risolvesse bene e in breve tempo. Dopo una lunga attesa fummo ricevuti; chiesi al dottor C. dell'esito. "Non credo sia già pronto. Mi pare di avervi detto che sareste stata chiamata."  "No, non sono stata chiamata, avevate detto di aspettare una settimana, ho aspettato dieci giorni, non bastano?" Una rabbia mi andava montando dentro, non era possibile che non si rendessero conto di quanto fosse di vitale importanza per me quel foglio di carta, si continuava a menar il can per l'aia senza sensibilità nè rispetto." Comunque telefoniamo al laboratorio, così ci sapranno dire." Da giù arrivò un foglio, la risposta, ma non era per me; si trattava dell'esame istologico dell'adenocarcinoma di mio padre. Il dottore lo lesse ad alta voce e in fretta, poi disse: "Quando arriverà anche l'altro, padre e figlia dall'oncologo!" Mio padre che fino ad allora era rimasto all'oscuro della vera natura del suo male, non potè fare a meno di esclamare: "Dottore, ma mi volete prendere in giro?"  "Niente affatto, allora non avete capito proprio niente." Dicendo così prese quel foglietto e lo infilò in una busta, che poi diede a me. Era quello un passaggio di testimone che per me fu come il lancio di una patata bollente: non poteva mio padre incontrare l'oncologo senza aver saputo di essere stato operato per un cancro. Uscivo dall'ospedale con la delusione di un niente di fatto per me e con un'ulteriore incombenza: informare una persona cara, in maniera meno traumatica possibile, che avrebbe dovuto affrontare la chemioterapia perchè aveva avuto il cancro.

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