settembre

settembre
settembre

giovedì 30 settembre 2010

La mattina del sabato la nostra stanza fu al completo; infatti prima del passaggio dei medici era stata ricoverata Lucia, una signora di ottantotto anni che accusava un'eccessiva debolezza accompagnata da un esagerato pallore. Con lei erano il figlio e la nuora, quest'ultima in particolare molto premurosa nei suoi confronti tanto da sembrare proprio una figlia. Lucia, a differenza di mamma Ripalta e di Rosaria, aveva qualche difficoltà di adattamento; avrebbe voluto ricreare l'ambiente della sua casa, ritrovare i sapori della sua cucina, ristabilire le sue abitudini, i suoi orari anche a nostro discapito. Per il cibo ci avrebbe pensato Rosa, sua nuora che il giorno dopo le avrebbe portato la pizza con le cipolle e le orecchiette al forno, per il resto ci pensò mamma Ripalta, regina della convivenza, che le fece capire senza mezzi termini che il " mobilio " era di tutte, che se voleva dormire alle otto di sera poteva anche farlo ma con la luce accesa e se proprio le dava fastidio un bel fazzoletto sugli occhi le avrebbe dato l'oscurità necessaria. Straordinaria mamma Ripalta, capace di un umorismo semplice e schietto che le veniva spontaneo dalla sua natura gioiosa. Rosaria aveva assistito a quel "duetto " senza parlare ma annuendo prima ad una e poi all'altra per non far torto a nessuna delle due. Ed io? Beh , mi divertivo per quella diatriba, provavo tenerezza per Lucia che a tratti assumeva gli atteggiamenti indifesi e anche capricciosi di una bambina, e per Rosaria che non smentiva la sua natura estremamente accomodante e il buon carattere mite e generoso. Ero contenta e mi trovavo a mio agio con quelle compagne di stanza, care ed affettuose, nei miei confronti dolci e protettive, perchè per ognuna potevo essere una figlia che si trovava a dover fronteggiare una situazione difficile e aveva bisogno di forza e coraggio oltre che di tanta serenità. Per questo cercavano di non farmi pensare troppo, mi raccontavano le loro storie e mi incoraggiavano ad andare avanti sulla strada che avevo preso perchè era quella giusta.

Nessun commento:

Posta un commento