settembre

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giovedì 21 ottobre 2010


L'indomani era sabato. Come al solito la sveglia che suona alle sette, mio marito che entra nel bagno mentre io ancora mi sveglio nel mio letto e apro gli occhi al nuovo giorno. Una sensazione di benessere come una carezza per tutto il corpo mi prese, mi stiracchiai, avrei voluto alzarmi;  no, non era il caso. Ora era il momento di pensare a me stessa, di cominciare ad amarmi un po' di più e di estraniarmi da tutte quelle inutili preoccupazioni che mi avevano sempre assillato. Certo avevo da fare, e l'avrei fatto ugualmente ma dopo e con la calma di chi si rende conto di aver recuperato un bene prezioso. La mia casa ancora immersa nel silenzio di primo mattino e avvolta nella penombra mi appariva come un rifugio sicuro ed io, sentendomi protetta, non volevo muovermi per non sciupare quell'incanto.  Restai a letto per poco ancora, poi mi alzai.  Avevo ripreso l'abitudine di pregare al mattino; era il mio modo di dialogare con Dio, ora di ringraziarlo per quest'altra occasione donatami e di pregarlo di starmi sempre accanto. La preghiera, ecco era un'altra arma per combattere e mi avrebbe aiutato tantissimo nei momenti più difficili.
Dopo aver sistemato qualcosa e messo ordine, dovevo decidere che cosa preparare per il pranzo; per carità niente di complicato! Anche l'era dei manicaretti volgeva al termine ed ora trovavano posto solo cibi semplici e soprattutto di veloce esecuzione. Pensai di preparare un buon brodo vegetale; me n'era rimasta la voglia dopo  aver mangiato quello dell'ospedale che a dire il vero di " brodo " aveva solo il nome. Sì, avrei fatto quello e stavolta avrei aggiunto anche l'ingrediente segreto suggeritomi da mamma Ripalta: la corteccia di caciocavallo che avrebbe dato al brodo la giusta quantità di grasso e tanto sapore in più.


Mamma Ripalta, già, il pensiero andava a lei: chissà come si sentiva quella mattina, se la sua anemia migliorava, soprattutto se erano riusciti a darle una spiegazione. Quel pomeriggio stesso sarei andata a trovarla, perchè mi mancava e volevo farle sentire tutto il mio affetto.

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