dicembre

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giovedì 15 settembre 2016

SI CAMBIA STRADA...


E non è detto che vada peggio, la giornata, il programma o quel che sarà. A Noi oggi è andata proprio così. Siamo partiti diretti ad una meta, ci siamo ritrovati altrove. Causa... strada interrotta per frana.
Andiamo liscio stavolta. Niente vento, cielo sereno, poco traffico...
Infatti. E come poteva esserci traffico, se tutti tornavano indietro? Cosa che abbiamo fatto anche Noi, ma deviando magistralmente a destra, affidandoci al caso, tenendo in poco conto quel "coso"... il navigatore sempre in conflitto col mio amato consorte.
Così siamo arrivati a Venosa, la città di Orazio. Bella, davvero bella, ricca di fascino, che ha conservato la sua antichità e l'ha coniugata saggiamente coi tempi odierni.
Un castello maestoso tenuto con cura, sempre aperto al pubblico, ha in sé il museo, reperti archeologici ben esposti, cippi funerari con iscrizioni restaurate leggibili, e salendo più su, ma non nel punto massimo perché raggiungibile solo con una scala a chiocciola non sicura, un favoloso panorama. Tetti bassi e tanto verde circostante. E poi le strade non asfaltate, ma lastricate a pietre larghe e squadrate con tratti a piccoli ciottoli. Come le vie dell'antica Roma.
Una giornata bella anche dal punto di vista meteorologico. Un cielo terso, senza una nuvola dopo una settimana di pioggia continua.
Quanto abbiamo camminato, non saprei dire. Anzi, posso... perché per raggiungere la zona degli scavi dove è pure l'Incompiuta, un'abbazia mai completata, la prima andata con relativo ritorno... tutto a piedi, poi siamo ritornati in auto per visitare la Chiesa della Santissima Trinità che era nei pressi e riapriva nel primo pomeriggio. Col contachilometri a zero... fin lì, a conti fatti in tutto più di tre chilometri. Ma è stato bello, io avevo le scarpe comode e pure senza cappello, con il sole che alle due del pomeriggio picchia, caspita come picchia... e un marito che parla e parla e critica e osserva e si lamenta... alla fine è stato anche rasserenante perché ha allontanato ogni nuvola dal cielo dei miei pensieri. Minime nuvole stracciate che ogni tanto compaiono, ma dopo tutto a Chi non succede?
E oggi sono state sufficienti piccole cose come rare gioie... una lunga passeggiata, un diffuso profumo di bucato steso ad asciugare, un panino per pranzo oltre orario e in mezzo alla campagna, e pure il presepe fuori stagione in quella chiesa che pareva scavata nella roccia... a ristabilire serenità e rafforzare fiducia e speranza. Ché sempre servono e non sono mai abbastanza.

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