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sabato 3 settembre 2016

CON IL TEMPO E LA PAZIENZA...


... ogni foglia di gelso diventa seta.
Perla di saggezza delicata e quanto mai vera.
Mi definiscono paziente, e nello stesso tempo mi chiedono come faccio ad esserlo. Beh, per prima cosa mi concentro sul momento che sto vivendo. Ma proprio questo momento, attimo breve quasi un istante. Mi prefiggo di superarlo al meglio. Mia nonna diceva di contare fino a 10, io arrivo a 15... e il gioco è fatto.
"Penso" che il tedio-noia-disagio non potrà essere per sempre né durare a lungo. "Decido" che nulla mi deve scalfire perché io resto al centro e tutto ruota intorno, e se mi tengo ben ferma alcuna "forza centrifuga" riuscirà a spostarmi. Poi tutto va come previsto, ed io sono contenta perché non ho perso l'equilibrio e sono consapevole di riuscire a non perderlo nemmeno in futuro. E il "dopo" non mi spaventa più.
Riuscirò a sopravvivere a tutto quanto, e non solo... anche a conquistare sorrisi per Chi non se la sente.
Quindi come faccio ad essere sempre paziente? Solo questo è il segreto.
Non è l'equivalente di una "formula magica", è semplicemente la mia personale interpretazione di ciò che mi è capitato.
Ho temuto di morire... di perdere il bene più prezioso... ed ho calato il capo.
Durante le cure ho cominciato a provare il sentimento della gratitudine, ero a Tutti riconoscente. Ho imparato ad Amare in senso assoluto e generale.
Poi in sei anni è stato un continuo perfezionamento di "stile", nel senso che più mi porgevo al prossimo con gentilezza, altrettanta ne ricevevo... o almeno così mi sembrava.
Reale o apparente comunque portava ad uno stato di benessere e di pace, che ho fatto mio e ora mi porta a trasmetterlo ad Altri.
Perché ci chiamano "pazienti"?... perché dobbiamo esserlo a 360°, di nome e di fatto.
Brava Tu. E se questi qua "gironzolano" senza combinare niente?
Puoi fermarli nel loro gironzolare? Certamente no... e allora aspetta il Tuo tempo, e intanto pensa che hai almeno il tempo di pensare.
E a Chi stamattina, spazientito continuava a scuotere il capo in senso di diniego, ho detto... se proprio devi, fallo in su e giù. Ti verrà fuori spontaneo un sorriso.
Così tutto si risolve... e mi fermo qui.

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