martedì 2 dicembre 2014

COME L'HO VISSUTA IO


Vorrei che questo mese appena iniziato volasse via in un soffio, se lo portasse via quello stesso vento che trascinò e fece dissolvere in frammenti, inquietudine e insoddisfazione. Assurde ed evanescenti presenze nella mia vita poco prima della malattia.
Ogni anno rivivo questi giorni nel ricordo di quel tempo che diventa sempre più lontano ma mantiene le "spigolosità" dell'antico che non le perde. Come gli angoli scheggiati di un tavolo di marmo... bisognerà lavorare molto di scalpello per riuscire a smussarli in parte, senza avere comunque la certezza che non possano far male.
Stasera c'è stato l'incontro del G.A.M.A. e il caso ha voluto che alcuni raccontassero la loro storia, come hanno vissuto la malattia. Sono affiorati... sensi di colpa, pena o punizione da scontare, dono. Mentre ascoltavo mi sono chiesta io, come l'ho vissuta... anche se la risposta la conoscevo già, riveduta e corretta tante volte perché altrettante mi sono posta la stessa domanda.
Ripensandoci... che cosa ricordo che mi dà maggiore sofferenza? Non è stato tutto il percorso, nonostante i comprensibili disagi e dolori fisici. Fu senza dubbio quella sorta di "antefatto" che lo precedette, e che a mia insaputa costituì l'incipit dell'intera storia. L'Inquietudine, e ho usato la maiuscola di proposito, come fosse un essere a sé, con forza, determinazione e volontà di dominarmi. Ci riuscì per quasi 20 giorni, poi il "bozzo" venne fuori in modo eclatante, e lei lasciò il posto all' angoscia fino al momento della diagnosi. In seguito... quiete, recupero di forze e alta quotazione dell'autostima. Finalmente!... qualcosa di solo mio da gestire solo IO.
Stasera rileggendo "i miei vecchi scritti"... stento a riconoscermi.
Chi "ero"... Chi "sono" veramente? Una "dualità" resa effettiva da un'"occasione estrema", una realtà comunque, perché IO ERO QUELLA PERSONA e IO SONO QUESTA PERSONA, e tanto riesco a riconoscere la prima in quanto mi affermo in questa che è... VIVA e PRESENTE, non statica e in continuo ed anelante divenire.
Tu sei una risorsa... mi fu detto un giorno... perché "seminatrice di speranza".
Fino a questo punto, non avrei mai pensato.
Oggi ho sentito definire la malattia un' "opportunità".
Questo... l'ho sempre pensato.
E ancora IO... una "carta vincente".
Mi chiedo... ma nella domanda è insita già la risposta... per Chi mai potrei essere tale se non per la VITA stessa?

2 commenti:

  1. Carissima Mary,
    come sempre la tua analisi è logica e profonda e nello stesso tempo piena di emozioni e ricordi, anche quelli duri e spigolosi, come l'Inquietudine di cui ci racconti e la successiva angoscia.
    Poi usi parole come "opportunità", "carta vincente", risorsa e questo è prezioso, per te e per gli altri.
    Abbracci
    Marilena

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    1. Grazie, Marilena... sai "entrare" nei miei pensieri.
      Grande sensibilità è la Tua.
      Un caro abbraccio.

      Mary

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