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venerdì 26 dicembre 2014

IL GIORNO DOPO NATALE


Conosco una filastrocca che un giorno mi capitò sotto gli occhi, la copiai e ogni anno, quando è il giorno dopo Natale me la rileggo a mo' di rapido ripasso. Spero di averne tanti di "Natali"... chissà, potrei pure finire con l'impararla a memoria.
Quando la trovai mi prese una sorta di gioia, e dopo "il presepe" non più in formato ridotto, fu come tornare indietro nel tempo... avere di nuovo "figli bambini", essere io stessa quella bambina che, dimentica a 13 anni di non esserlo più, continuava a... dormire con un vecchio bambolotto senza gambe per non staccarsi dal "tempo felice".
Natale è la festa giusta per tornare indietro, rivivere quei ricordi che sanno curare l'animo quando è stanco e ferito... godere dell'intimità e calore familiare che paradossalmente annullano il passato e non danno pensiero al futuro.
E' vivere il "momento" perché il Tempo si ferma...
Il Natale dei "miei bambini" era pieno di doni... ricco di giocattoli di ultima generazione... anni ' 80 per intenderci. Il loro papà li copriva di regali, forse per compensare la Sua poca presenza e poi in quei giorni di festa li amava, li amava come non mai... forse per compensare il tempo perso che non bastava mai.
Il "mio Natale di bambina" era un po' più dimesso... anni '50, la guerra dopo tutto non era da molto finita e bastava una bambola fatta con un tovagliolo, tanto simile ad una suora in preghiera a far felice le bimbe allora poco esigenti.
A me poi piaceva tanto leggere e così per Natale non mancava mai sotto l'albero scheletrito un bel libro... come quella volta che mi fu regalato il libro "Cuore", raccolta di buoni sentimenti e grandi ideali.
Chissà se si legge ancora un libro così!?
Tanto è cambiato da allora... i gusti, le mode... i sentimenti stessi. Soprattutto per questi ultimi, è davvero un peccato che sia così. Lo è sempre, e dispiace assai... lo è pure a Natale, ed è mortificante.
Che gran parlare si fa di auguri e bontà, comprensione e amore, e poi passata la festa, anzi a volte è ancora in corso, si riceve l'augurio e non si scorge la bontà... si parla di amore in nome di Colui che tutti amò, e non si comprende né perdona.
Che ipocrisia è questa?
E' come una confezione bella e infiocchettata, fa immaginare chissà quale meraviglia di regalo, e invece... è assolutamente vuota.
Quando basterebbe persino una semplice "molletta da bucato" in una bustina "trasparente"... ché si possa vedere e poi su cui contare per quell'ultimo "straccio" che avanza sempre, e non sai mai come fare.

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