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giovedì 11 dicembre 2014

IL PRESEPE A CASA MIA


"Sicuramente in garage ci sono tutte le statuine del presepio... ne sono sicuro. Ti ricordi!? Erano quelle di mia madre...Per questo Natale voglio fare un bel presepio!"
Con l'entusiasmo di un bambino che all'improvviso si accorge di essere diventato grande e si sente capace di fare qualcosa fino ad allora impossibile, l'Amore della mia Vita manifestò così l'intenzione di prepararlo Lui, due anni fa il presepe... un vero presepe... con le montagne, le "casucce", le pecorelle all'abbeveratoio.
Era il Suo primo Natale da pensionato, e libero da impegni e pensieri e conti da far quadrare, desiderava finalmente una "festa normale".
Gli anni precedenti lo arrangiavo io, uno mini, ridotto all'essenziale... San Giuseppe, Maria, il Bambinello... bue asinello quattro pecore...
"Macché... lo chiami presepio quello?!", aveva il coraggio pure di criticare e intanto non alzava un dito,"... ho altro da pensare...", aggiungeva e poi, per concludere, "... il primo Natale da pensionato, lo faccio io un bel presepe!"
E finalmente la "pensione" era arrivata ed anche il "primo Natale".
"Comperiamo tutto nuovo...", aveva esordito, e dopo un po', "... in garage ci sono tutte le statuine del presepio...", e così si era ridimensionato.
Una sera al centro commerciale voleva però comperare una "struttura preconfezionata", del tipo "plastico per ferrovia in miniatura", poi c'aveva ripensato... "No, meglio le montagne di carta... così le disponiamo come più ci piace. Che ne pensi?", io annuivo ... va be, l'importante è che si faccia 'sto presepio, pensavo tra me mentre tornavamo a casa senza "plastico" né "montagne".
Cominciavo a pensare seriamente di dover ricorrere di nuovo alla mia alternativa "formato ridotto" perché i giorni passavano e nulla si concludeva... poi una sera, mentre ero fuori per la processione della Madonnina nei reparti dell'ospedale, successe che, tornata a casa...
"Vieni... però chiudi gli occhi", e prendendomi per mano, l'Amore della mia Vita mi aveva guidato in soggiorno..."Ora puoi aprirli!", ed allora si era presentato alla mia vista un paesaggio illuminato da tante lucine multicolor... perché fanno più allegria di un solo colore, aveva detto... un po' naif ma proprio perciò semplice e tanto tenero.
"Eh... che ne dici, non è bellissimo?", "Certo... è stupendo", gli avevo risposto mentre guardavo un'improbabile palma sulla cima di una montagna e due paperelle in uno specchio d'acqua di stagnola.
Comunque ce l'avevamo fatta ad inaugurare la "serie" dei natali come Dio comanda, con il presepe che fa magia e fiaba e dall'intima dolcezza.
Così questo è il terzo anno che pure è andata. Ieri sera dopo averlo completato, sempre nella massima improbabilità di prospettiva, il mio compagno adorato c'ha aggiunto due angioletti della Thun... una volta "bomboniere", ora "in pensione"... che tutto l'anno sostano all'angolo del mobile basso in soggiorno. Per stile e dimensioni, in verità con il resto c'entravano solo perché di straforo... però non ho detto niente, mi sono solo soffermata a guardare un po' più a lungo. Lui se n'è accorto...
"Sai, mi dispiaceva vederli isolati nell'angolo. Sono angeli... no? e nel presepio ci stanno. E poi, ormai dovresti saperlo... a Natale i pensionati danno il meglio di sé".

4 commenti:

  1. Molto bello Mary!Buona giornata da Olgica...

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    1. Grazie, Olga... buon fine settimana in atmosfera di festa.
      Un abbraccio...

      Mary

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  2. Bellissimo racconto, Mary, della vostra quotidianità.

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    1. Grazie, lellina... un racconto di semplice ma autentica quotidianità.
      Un caro saluto.

      Mary

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