giugno

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lunedì 31 gennaio 2011

Cercavo di non pensarci; dopo tutto perchè avrei dovuto star male? "E' questione di testa!" mi ripetevo e intanto sfaccendavo in cucina. La bocca all'improvviso cominciò ad essere secca e la lingua faceva fatica a staccarsi dal palato. "Mangerò una gelatina... ne prendo una al lampone." Scartai in fretta la caramella, e l'assaporai cercando di convincermi che fosse l'"antidoto" giusto e che presto sarei stata sollevata dal disagio... "bisogna solo crederci... è tutta questione di testa!" Ero sola a casa in quelle prime ore del pomeriggio, e cosa insolita, mi sentii disorientata come chi è sul punto di perdere il controllo della situazione, pregai che i miei figli tornassero presto, poi mi feci coraggio, del resto non era "questione di testa?" E allora bastava pensare a qualcosa di piacevole! Evidentemente, però non lo era abbastanza perchè il malessere, la spossatezza, la nausea avevano preso un ritmo che se pur lento andava in un crescendo tutt'altro che piacevole. Una pausa nella partitura: lo squillo del citofono. Finalmente! Non ero più sola. A Valeria bastò guardarmi in faccia: "Che c'è mamma? Come va?" "Così così. E' meglio che vada a sdraiarmi un po'." E anche questa volta stentavo a prender sonno, e se per caso riuscivo ad appisolarmi un po', mi svegliavo di soprassalto con un forte senso di soffocamento come se avessi caldo, mentre i brividi percorrevano la mia spina dorsale. A metà pomeriggio fu impossibile restare a letto, capii che lo "tsunami" stava per colpire di nuovo, meglio "arginarlo" nel bagno, avrei fatto meno danni e poi... volevo vedermela da sola, almeno così speravo. Nel tragitto dalla camera al bagno mi arrivò dalla finestra aperta un forte odore di pane abbrustolito: la nausea fu tremenda. Mi sedetti e sperai che tutto finisse presto. Ma perchè doveva succedere tutto questo? Non era ancora abbastanza? Il sudore aumentò, freddo raggelava la pelle, le tempie pulsavano e ad un certo punto la vista offuscandosi venne meno. "Non vedo più!!" Valeria e Francesco e anche la piccola Biù Biù arrivarono di corsa giusto in tempo per assistere al prorompere dello "tsunami". Spettacolo indegno! Lo volevo tutto per me... ma niente da fare. E anche arginarlo non era stato possibile... "Mamma, però la prossima volta almeno non mangiare il formaggio, ti prego!"

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