maggio

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domenica 13 febbraio 2011

Mancava una settimana al matrimonio e finalmente qualche giorno prima del quarto ciclo lo comperai quel benedetto vestito; dopo tanto girare per negozi mi ero fermata in uno vicino casa, avevo scelto un abito carino, lo avevo provato senza soffermarmi troppo allo specchio e lo avevo acquistato, non pienamente convinta, pressata dallo stringere dei tempi, pur tuttavia alla fine soddisfatta. Prima però c'era quell'ultimo appuntamento d'affrontare, un'altra incognita; speravo tanto per l'occasione in una dimenticanza dello "tsunami", se mi avesse "ignorato" non l'avrei presa certo a male! Mi ripetevo che dovevo farcela, che non avrei avuto lo stomaco tanto in subbuglio perchè dopo soli tre giorni Alessandra si sarebbe sposata ed io non potevo esserci ridotta ad uno straccio strizzato. Mi convinsi di ciò ma chissà se sarebbe bastato; e così arrivò quella mattina e pregando arrivai anch'io lì, in ospedale. Solito prelievo, solita "vena sudata" e finalmente inizio dell'infusione. Anche quella volta vedevo la "rossa" scendere giù, goccia a goccia, socchiudevo gli occhi e la sentivo bruciarmi dentro, stringevo le labbra... era comunque l'ultima e dovevo resistere. "Con oggi abbiamo finito, ti darò una lettera da consegnare al dottor C. e così potrà fissare la data dell'intervento. Stai bene, sì??!" "Insomma... ogni tanto il morale non è proprio alle stelle... però..." Risposi al dottor Antonio che venne a darmi il commiato a nome della terapia, poi, non so perchè venni presa dal panico e mi salirono le lacrime agli occhi, se ne accorse Grazia. "Che c'è? Non piangere, non devi aver paura dell'intervento, vedrai... andrà tutto bene." Non riuscii a rispondere e girai la testa dall'altro lato. Il fatto era che stavo per lasciare "qualcosa" che per quanto difficile fosse, costituiva comunque un punto fermo, una certezza, per assurdo così com'ero sarei stata disposta a continuare con la chemio ad oltranza piuttosto che affrontare di nuovo ciò che non conoscevo e che rappresentava per me una prova ancor più difficile.

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