giugno

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lunedì 14 febbraio 2011

Stamattina mentre guardavo il fumo venir fuori dal forno e il mio plumcake all'arancia miseramente sbruciacchiarsi in superficie, mi sono chiesta, "ma l'anno sorso a S. Valentino che cosa ho fatto?!" Avrei voluto darmi una risposta più consolatoria di ciò che vedevo, magro risultato dei miei sforzi in cucina, ma poi ho ricordato e mi sono incupita un po'. Era domenica e avevamo pranzato fuori, tutti e quattro, " per festeggiare," diciamo così, in realtà era stato deciso nel tentativo di non pensare a quello che mi stava accadendo; mio marito come me sapeva, sperava che tutto si risolvesse automaticamente come si era presentato, allontanava il pensiero perchè non poteva essere che a noi, proprio a noi capitasse questo. Magari... che fosse un brutto sogno? Ogni tanto cercava di convincermi che si doveva pur fare qualcosa, non potevamo continuare ad... andare avanti con una simile angoscia e alla fine si arrendeva alle mie lacrime, non voleva forzarmi  perchè sapeva in che stato ero e inoltre temeva anche lui la conferma che poi è stata. E giorni erano passati ed era giunta la vigilia di quella festa, S.Valentino. "Dai, andiamo a mangiare fuori, anche con i ragazzi, così ci distraiamo un po', ne abbiamo bisogno. Non possiamo pensare sempre alla stessa cosa. Poi prenderemo una decisione, va bene? O magari passa tutto in questa settimana e finalmente non ci penseremo più." Fui contenta a pranzo, quel giorno, sembrava quasi che quel maledetto "bozzo" non ci fosse mai stato, poi, tornata a casa cominciai a pregare, pregavo di essere illuminata e di trovare il coraggio per poter affrontare tutto quanto: sapevo bene che cosa mi aspettava se quel nodulo si fosse rivelato maligno...
Oggi invece, a distanza di un anno mi son ritrovata con un plumcake dalla forma non ben definita, molto ma molto abbronzato e con il fumo che mi offuscava gli occhi. Beh, almeno questa volta le lacrime non c'entravano. Mi è venuto da ridere, un dolce si può sempre rifare; anzi, ora vado a prendere le uova e ritento, perchè non è più il tempo delle rese, neanche nelle piccole battaglie quotidiane.

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