ottobre

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venerdì 18 febbraio 2011

Sotto la pioggia stamattina sono stata fermata: " Scusi, signora, mi sa dire dov'è via....?" E questo per tre volte di seguito. Oddio, proprio a me cui è sempre mancato il senso dell'orientamento! Il mio motto, infatti era ed è "Conoscere poche strade, così si è sicuri di ricordarle, percorrere sempre quelle per essere certi di arrivare alla meta... qualunque essa sia. Tanto tutte le strade portano a Roma!" L'orientamento... il mio grande problema soprattutto quando ero più giovane: sarei stata capace di perdermi su due strade parallele! Sentivo sempre il bisogno di accompagnarmi a qualcuno e l'insicurezza cresceva anche in senso lato tanto da non essere abbastanza autonoma  neanche nell'orientarmi tra iniziative e decisioni da prendere. Però non sentivo gravoso il peso di tale disagio e per questo forse il giorno del mio matrimonio fui contenta quando mio padre passò il testimone della "responsabilità" a colui che da poco era diventato mio marito. Eh già, quel giorno... un giorno da ricordare... un po' tormentato ma di gioia, con un tocco di rosa e uno di grigio, tra lacrime confuse di riso e pianto. E nel momento in cui mia nipote andava all'altare mi tornava la memoria del mio, di momento e il cuore mi batteva forte e si annullava ogni altra realtà. Quel caldo pomeriggio di giugno fu una parentesi nella parentesi, in cui fu racchiusa e in seguito custodita gelosamente la gioia di un piccolo trionfo, l'essere apparsa così come volevo, non vittima di un tumore, ma come persona capace di gestire una situazione difficile e nient'altro. Per Alessandra e Raffaele avevo fatto festa con tutti gli altri, avevo mangiato sì quello che potevo, ma avevo sempre sorriso, perchè il segreto è tutto lì, proprio nel sorriso che, come vento di primavera, sa spazzar via le nubi più nere.

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