ottobre

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sabato 5 febbraio 2011

Me n'ero accorta già da tempo, s'andava riducendo, non più "bozzo" ma finalmente "nodulo" vero e proprio. Nella sua nuova dimensione al tatto appariva più tondeggiante, con i contorni netti, ben definiti e persino mobile; se alzavo il braccio e mi guardavo allo specchio non lo vedevo più, mentre prima si rifletteva come una protuberanza liscia e anche i linfonodi ascellari parevano essere più piccoli. Poi il dottor Antonio me lo aveva confermato dopo avermi visitato, stavo rispondendo bene alla terapia, i risultati erano soddisfacenti e dopo l'ultimo ciclo di neoadiuvante sarei stata pronta per affrontare l'intervento. Ne ero contenta ma allo stesso tempo cominciavo ad aver paura e pressanti mi si presentavano infiniti interrogativi; ce l'avrei fatta, avrei sofferto, il braccio si sarebbe gonfiato, ma soprattutto quale sarebbe stata la mia reazione nel vedermi priva di una mammella? A questo punto scacciavo quell'idea cercando di pensare ad altro, dopo tutto mancava ancora un ciclo di chemio e a conti fatti sarebbe passato più di un mese e mezzo fino all'operazione, era quindi ben inutile mettersi in passione con tanto anticipo. Ma quando mi guardavo allo specchio era come se vedessi tre immagini riflesse, quella di un tempo, l'attuale e la futura; la prima mi immalinconiva, venuta già meno non sarebbe stata più la stessa perchè carente nel fulcro della mia femminilità; la seconda era triste perchè essendo simile a quella di molti monaci tibetani, pelati al centro e spelacchiati tutt'intorno al capo, appariva volentata nella sua grazia; l'immagine futura, poi, mi angosciava, non riuscivo, non volevo vederla e a tratti pensavo che non l'avrei vista affatto perchè probabilmente non ci sarebbe stata. Quanti brutti pensieri! E chi nella stessa condizione non l'ha mai fatti? Ma sono solo pensieri, ombre fugaci che passano in fretta perchè è la vita stessa che grida di non badare a ciò che è stato e sarà: ora sei ciò che sei, ma sarai quello che vorrai essere, sì con la sofferenza e il pianto, ma soprattutto con la forza ed il sorriso.

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