ottobre

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giovedì 10 febbraio 2011

"Ma siete proprio voi, anzi tu! Mi era parso... così... dalla voce. Ma guarda un po'! Ieri ho pensato: quella signora che ho incontrato in autobus prima di Natale... non l'ho vista più, chissà come sta?!!" Alla fermata stamattina avevo avuto la sensazione che qualcuno mi guardasse, mi ero girata, e in effetti uno sguardo perplesso mi fissava. "Ci siamo già viste... le altre volte avevo la parrucca!" ho replicato sciogliendo il dubbio, e Carla, così si chiama, è riesplosa con gioioso entusiasmo."Oh, come siete, anzi come sei bella! Che belli questi capelli! Tienili sempre così corti! Sono bellissimi! Oh, come sono contenta! Brava, brava!" Siamo salite sull'autobus e abbiamo fatto parte del tragitto insieme, chiacchierando e trasmettendoci solarità; e prima di scendere, "Voglio darti una cosa, mio marito me ne ha portata tanta!" e ha tirato fuori dal carrello della spesa due insalate e un cavolfiore. Ed è stato il primo dono di questa giornata. Sì, perchè mentre vivo questi mesi mi convinco sempre più che ogni giorno è un dono o meglio "un pacco dono" che Dio mi fa, un insieme di piccoli gesti, grandi incontri, anche forti arrabbiature, e poi odori, sapori e da domenica scorsa pure la carezza dell'aria sui capelli. Che meraviglia! E la cosa più bella è che, non dando niente più per scontato apprezzo a pieno tutto ciò che mi viene offerto e mi vien voglia di confrontarmi con gli altri, di condividerne l'esperienze per continuare a... imparare dal vissuto di chi il Signore mi pone accanto. Come è stato oggi l'aver conosciuto Enza, più volte provata da "questo nostro male," e che pure mantiene una forza tale da mettere quasi soggezione; in alcuni momenti mi sono mancate le parole per replicare persino al suo sguardo! Ma anche da lei ho imparato e preso consapevolezza di alcuni miei limiti che non conoscevo. E poi c'era Elisa, un'altra amica "come me;" che dire del suo smarrimento a causa dei vari malanni e della ripetuta sensibilità a tutti gli effetti collaterali delle varie terapie? E di suo marito Michele, dalla tenerezza che commuove?  Probabilmente se iniziassi  non potrei più smettere perchè tantissime sono le sfumature da annotare, vari gli spunti su cui riflettere. " Oggi sei silenziosa", mi ha detto Grazia. Non sempre si può parlare, bisogna pure saper ascoltare per dar voce a chi soffre e di solito ascolta senza parlare.

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