maggio

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giovedì 16 febbraio 2017

SULLA VIA DEGLI ARANCI


Stanchi, stanchissimi dopo aver fatto le ore piccole la notte scorsa per la cena di San Valentino, ma per nulla rinunciatari. Oggi, mercoledì la giornata era bella, soleggiata e promettente, e Noi dovevamo mantener fede a ciò che ci siamo promessi per quest'ultimo quarto di vita insieme. Una giornata "fuori". Fuori città, dai Nostri "canoni" soliti... fuori dai pensieri, i Suoi e i miei.
Già... apro e chiudo brevemente una parentesi che vuole essere pure "punto" di congiunzione o di passaggio tra ciò che è stato detto ieri, giorno dedicato all' "amor sereno" senza tempeste significative, tutto sommato fertile e fruttuoso, rispettoso di pensieri ed emozioni, e il "tema" di stasera.
Escludiamo in modo assoluto ogni forma di violenza, e consideriamo invece le tempeste poco significative, il "tutto sommato" e il rispetto. Non è che tutto ciò viene regalato oppure offerto su un piatto d'argento. Anzi. E' solo che all'inizio fai un investimento... puoi accorgerti che non rende quel che pensavi... ti impegni "titolandoti" come meglio puoi. Qualcosa perderai strada facendo, altro acquisterai con l'intelligenza e l'amore per Te stesso. Esistono, è vero, i fallimenti ma se si tenesse conto solo di questi, nessuno più investirebbe.
Stop, alla parentesi e ritorniamo sulla via.
La via degli aranci. Diretti a Vieste, la perla del Gargano.
Già sulla strada più pause per degli scatti mozzafiato. Lussureggiante vegetazione e vista incantevole sul mare. L'Architello di San Felice, i faraglioni e tanto luccichio sull'acqua.
C'era come al solito vento, ma disturbava poco perché il sole invitava a crogiolarsi come lucertole.
Arrivati in centro e posteggiata l'auto, ci siamo inoltrati verso la spiaggia di Pizzomunno, con la famosa roccia a forma di stele, bianca con un ciuffo di rada vegetazione sulla cima. Sembra costruita apposta, così solitaria, ed invece è opera della natura, come lo è tutto il resto, qui in mezzo al mare, tra grotte e scogli, anfratti e cale. Impossibile non credere ai miracoli. E il colore dell'acqua? Oggi era paragonabile allo sguardo di una donna dagli occhi cangianti. Incantevole.
Su per scalini diseguali ed erte salite, poi giù verso la spiaggia, e ancora dai belvedere... uno spettacolo unico che spiega il perché dell'appellativo, "perla".
Non è mancata la sosta in Cattedrale per un pensiero ed una preghiera, e quella sulla terrazza che affaccia sui trabucchi, poi verso sera la visita al porto con le prime luci.
Il vento rinforzava facendo la voce grossa. Per farsi perdonare quindi, coglieva strada facendo il profumo degli aranci e lo donava.

1 commento:

  1. Quando ero ancora un baldo trentenne sono stato due anni di seguito a Vieste in un campeggio. Mi ricordo tutto di quei due soggiorni che mi rivengono in mente leggendo il tuo bel post. Ho ancora negli occhi le meravigliose grotte marine visitate in barca, la visita di Alberobello e tante altre cose ancora compreso il profumo degli aranci che arrivava sino alla roulotte. Grazie Mary e buon fine settimana.

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