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domenica 26 febbraio 2017

IL MESSAGGIO DEL GIORNO


Giornata introspettiva. Totalmente. Me la riservo al sabato, dopo un'intera settimana di grande impegno, anche crescente. A volte mi chiedo pure se sono davvero all'altezza di ciò che mi picco di fare, o almeno se ce la farò fino in fondo. Poi mi fermo, in tutti i sensi... con le domande che non possono avere risposta, e con il resto. Cerco di pensare ad altro, alla Vita nel suo insieme, al mio senso di gratitudine perché ci sono ancora dentro, e fatalmente torno a quello da cui forzatamente e solo per un po' mi sono discosta. E' inevitabile.
Oggi è iniziata così con due messaggi di grande forza e speranza, uno scritto ed un altro vocale.
Il primo... la vita è troppo bella, merita della sofferenza. Il secondo pronunciato lentamente con una voce da bambina. Un suono dolce con note di ringraziamento. Pareva un arpeggio.
Per entrambi mi sono venuti i brividi, ho avuto la netta percezione di essere meno di nulla, al massimo un puntino nero in mezzo ad un vastità candida. Mi si noterebbe forse perché guasto proprio quell'insieme, ciò che interrompe una visione certa destabilizza sempre... chissà...
Tanto impegno, molti complimenti... e il tutto è in realtà proporzionato a quella che veramente sono?
Vengo fuori... dicevo... da una settimana "forte". Mi sono sentita più volte impotente, inadeguata... giorni in cui non si sa se sorridere è appropriato e avere gli occhi lucidi non solo è inappropriato ma pure dannoso e non solo esagerato. Confusione, quindi e poi desiderio di chiudersi a riccio. Briefing in cui Mente e Cuore chiamano a raccolta tutte le unità sinergiche per poter continuare. Perché io voglio continuare, anche quando tutto rema contro o il vento prima favorevole diventa contrario, addirittura ostile.
Sentimenti in burrasca, difficile reggere il timone, poi...
All'improvviso un raggio di sole, un messaggio subliminale che cambia la visione di un orizzonte fino a poco prima nebuloso. E manco a farlo apposta è da quel "punto nero", come mi ero percepita.
Spesso ci fermiamo a considerare ogni negatività della vita, valutarla in modo tale da perderci tutto il resto... la normalità che rappresenta la vita al positivo. Piccole cose, gioie, buone azioni, successi nell'ambito del possibile. Storie di varia umanità.
Ecco, io ero ferma a sentirmi un punto nero, e non pensavo più al "chiarore" che con la mia ritrovata normalità porto intorno. Devo darmi una "regolata", di quelle giuste. Essere me stessa, così come va. Niente se, né ma... senza troppe domande.

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