settembre

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lunedì 27 febbraio 2017

MASCHERE


Ultimi giorni di carnevale, le maschere impazzano. Feste e travestimenti per nascondere identità almeno per un giorno, forse solo per qualche ora. Non pensare a ciò che si è, dimenticarlo addirittura, farsi protagonista di un sogno. O di un'altra realtà. Per Chi non si accetta, o prende in giro la Sua "vita beata" fingendo di averne una misera e sfortunata.
Quante sfaccettature per una maschera pure incolore che non vuole trasmettere gioia né dolore, solo per poco o tanto far apparire ciò che non è.
Carnevale passa, e le maschere di varia fattura vengono riposte, scordate, dimenticate per sempre. Ce ne saranno altre diverse, l'anno che verrà.
Stentano a cadere invece quelle senza tempo a scadenza, si incontrano per strada e nella quotidianità, non te ne accorgi subito finché non mostrano strappi, segni di usurata stanchezza... ghigno diverso. Poi... ma davvero dopo tanto... si allentano i lacci forse per uno scossone, un colpo di vento contrario e finalmente la maschera cade. Mostrando il vero volto, quello che non avresti mai pensato.
Si affanna il soggetto per recuperarla, la rabbercia come può, ma per quanto fa sempre più danno arreca, persino a se stesso. E tragica si emargina, diventa superata. Commedie non recita più.
Altra è quella che intende coprire il dolore che è dentro, la sofferenza o la paura. Vuole proteggere per difendersi, essere più forte per combattere. E sorride quando ha voglia di piangere, e nasconde le lacrime dietro uno sguardo languido che pare commosso ed invece è perso nel vuoto di un futuro che non sa.
Ricordo che quando fui a metà del mio percorso, ero così allenata a "mascherarmi" che riuscivo persino ad ingannare me stessa. Un sorriso diverso per ogni momento della giornata, se ero da sola o in compagnia, per gli incontri veloci e le conversazioni, addirittura nei silenzi perché ci fosse comunque l'espressione di un'anima che vive.
Ecco... la mia maschera di allora doveva nascondere la paura dell'animo che sentiva scivolare via la vita. E riuscì a farlo bene, tanto da convincerne anche i pensieri. Che furono sorridenti sempre.

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