agosto

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lunedì 20 giugno 2016

MI PRENDO CURA DI TE

E' una sorta di accudimento materno quello che porta ad essere vicino maggiormente a qualcuno, sostenerlo, confortarlo, aiutarlo a rialzarsi dopo che è caduto. Da solo non ce la farebbe mai, o il recupero sarebbe assai difficoltoso.
Così... io mi prendo cura di Te, per alleviarti la fatica e farti riacquistare fiducia e speranza. Tutto nella massima semplicità del quotidiano, almeno finché sia possibile.
E' un po' l'atteggiamento comune a tutte le mamme, che presto si abituano alle assenze dei propri figli e comunque sempre presenti accompagnano, anche da lontano, pure solo col pensiero.
E a me, volontaria mai stanca, questo succede... sento un particolare trasporto per Chi sta vivendo il Suo momento di difficoltà, ma discretamente cerco di non invadere troppo il campo, mando piccoli cenni e poi resto in attesa. E di rado resto delusa. Appunto come può succedere ad una mamma.
E continuiamo a parlare di mamme...
L'altro giorno ne ho incontrata una che a sua volta accompagnava la propria per il consueto appuntamento. Avevo incontrato già entrambe e scambiato qualche parola, ma stavolta mi sono intrattenuta a lungo perché tra un argomento e l'altro è venuta fuori una storia bella, di dolore e speranza, di gente buona che si prende cura con Amore grande ma silenzioso, con tenerezza infinita e di conforto.
Quella mamma-figlia un giorno si trovò a vivere la malattia del suo bambino. Un tumore al cervello con poche speranze. Un lungo viaggio verso un noto ospedale pediatrico, un'altrettanto lunga permanenza...
"... ma lì trovai un'altra realtà, fatta di gentilezza e condivisione, empatia e partecipazione. Insegnavano a prenderci cura dei Nostri figli, ad essere autonomi e non farci prendere da ansie destabilizzanti. Ad ogni cambio di turno medici ed infermieri passavano per le camere, e con un sorriso salutavano... buonasera, mamma. Noi siamo arrivati, per qualsiasi cosa siamo qui. Non esitate a chiamare... E la cosa bella, sai qual era? Non c'era bisogno di chiamare. Per tutta la notte venivano a controllare e non solo. Per tutti c'era una carezza e il rimboccare le coperte..."
Prendersi cura non è solo curare, ma abbracciare e dare sicurezza. Quella che manca e sempre si cerca.

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