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sabato 25 giugno 2016

CON GLI OCCHI AL CIELO


Potrebbe essere un "risorsa universale", rivolgere lo sguardo alla volta celeste e poi sentirsi ricaricati.
Energia pulita che difficilmente si perde.
Per me attualmente è l'unico modo per farmi una ragione di quello che succede, ma pure pregare senza formule e in silenzio ché qualcosa succeda, e alla fine ringraziare sempre per tutte le opportunità che mi si offrono. Penso alle persone che incontro e mi lasciano tutte un segno.
Dicevo qualche giorno fa, forse mi si chiede qualcosa di più. Non si spiegherebbe altrimenti. Perché allora la rapida successione di fatti, accadimenti e incontri?
Qualcuno va via, ed ecco subito, quasi immediatamente un altro dire che ha ricevuto tanto. E il vuoto parzialmente comincia ad esserlo un po' meno. Se la Mente è presa ed occupata, non ha modo di essere preoccupata e solo conserva dei bei ricordi.
Nel pomeriggio particolarmente laborioso mi sono fermata qualche minuto a guardare il Cielo, e mi è parso di vedere tra le nuvole sempre di nuvole formato, un Cuore. Di certo perché c'avevo messo il pensiero, desideravo ancora un cenno, un segno che non fosse finita. Ed è così, non finisce un legame di Amicizia, pur breve ma intensa che si è alimentata alla stessa fonte.
Non finisce neppure un "sentimento" di sangue, anche se per rabbia urli e poi scoppi in lacrime e pensi... non ti sopporto più. E il pianto si trasforma, e non è più per rabbia ma per la violenza che fai a te stessa, e il tempo perso che... sai bene... non sarà recuperato.
E poi sul far della sera, mentre le ombre della notte calano e il cielo brilla per le prime stelle, levare lo sguardo e pensare all'ultimo incontro del mattino. Una persona buona come il pane, che vede nella terra che coltiva i segni di una vita che si rinnova, e a questi ancora la Sua speranza. Non prenderà la vita troppo sul serio, fingerà di restarne distaccato, perché la Vita stessa torni a "corteggiarlo".

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