domenica 12 giugno 2016

DAVANTI AD UNA PORTA E SULLA FINESTRA



Potrà sembrarlo, ma non è un titolo strano. E' semplicemente la sintesi della odierna mattinata in due espressioni, davanti ad una porta in "attesa" di sottopormi alla mammografia, e una "parola" letta sul vetro di una finestra mentre andavo via. "Rotta"... proprio come mi sentivo io dopo aver ripetuto l'esame due volte.
Ehhh, c'ha fatto tribolare 'sta mammella... ed io pensavo, perché a me, no? Non sono riuscita nemmeno a godermi il privilegio di averne una sola da esaminare.
Il problema è che Voi, nonostante l'età avete ancora una mammella di tutto rispetto, bella soda e internamente assai densa. Ci dispiace ma era necessario tanto scrupolo.
Va be', ormai è passato, meglio non pensarci più, perché per fortuna il tempo trascorre così in fretta che si fa presto se non a dimenticare almeno ad elaborare quel che è stato.
Sono stati giorni laboriosi, sempre di corsa... alla stregua di Chi corre per non farsi raggiungere.
E così... stanca e appunto con le ossa rotte, mi ritrovo a mettere insieme qualche pensiero che, ringraziando il Buon Dio, non manca mai.
Tornata ai miei "silenzi serali" riprendo a riconoscere quel che sono diventata, la persona che fa un passo alla volta ed è felice di farlo perché sa che prima o poi "arriva" lo stesso.
Quindi fa il riepilogo della "sua" giornata ed è contenta. Anche questa è fatta. E se per giunta qualcuno si è lasciato andare in un libero sfogo anche oltre la malattia, o ha chiesto per favore una cortesia, ne è felice perché vuol dire che l'hanno considerata degna di fiducia... e c'è forse dono più grande?
"Essere di casa" in un reparto come il Nostro, e "parte attiva" in un gruppo di auto mutuo aiuto è facile e difficile nello stesso tempo. Facile perché s'incontrano sempre le stesse persone e diventa naturale stabilire una relazione d'amicizia, il difficile però sta nel mantenerla col tempo, rinnovandola... in un certo senso, "aggiornandola". Perché le situazioni cambiano, in meglio o in peggio non è determinante, ma bisogna conservare l' "antico spirito di speranza" che fa da filo di unione e di affetto.
Stamattina, allora... mi sono ricaricata come sempre, nonostante la tensione e il dolore e il gran disagio che continua anche adesso mentre scrivo. Alla fine mi è andata bene, benissimo ancora una volta, e poi è passata. Perché niente dura per sempre, nel bene come nel male.
Ecco... è l'approccio con la Vita vera che va all'essenziale, quello che fa crescere e sembrare diversi e poi libera dalle paure, "racchiudendole" in una più giusta ed equilibrata dimensione.

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