settembre

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lunedì 11 gennaio 2016

GOCCE DI ARCOBALENO



Fu una splendida idea, si conferma un valido espediente, farmaco naturale che va a curare l'animo o prevenire il dolore che eventualmente sarà.
In realtà fino allo scorso anno la "tenerezza in fiocchi" era distribuita solo al termine degli incontri del gruppo di auto mutuo aiuto. Con la lettura i pensieri erano condivisi, poi i foglietti finivano nelle tasche delle giacche o dei cappotti e sul fondo delle borse fino al ritrovamento che avrebbe rinverdito il ricordo. E i nastrini rossi e quelli blu, in gran parte si perdevano per strada.
Oggi è diverso, perché qualcosa è cambiato da quando furono necessari sprazzi di colore e "affetto aggiunto" in un cestino dalle tonalità anonime delle noci e "chicche" senza zucchero. Mi balenò così un'idea e furono i "fiocchi arcobaleno", attualmente così graditi che non devo nemmeno proporli, offrirli... vanno a ruba. Nei miei giorni di turno in reparto c'è sempre qualcuno che si prende cura di un altro che garbatamente chiede... posso approfittare, ce n'è uno anche per me o faccio torto?
Ma quale torto e poi perché? Tutti abbiamo bisogno di speranza, e se ne riceviamo in più, a iosa potremo donarla. Insomma... una "dose" maggiorata in questo caso non può che fare bene.
Hai la mano felice nel cercare e scegliere, la "dolce saggezza" nel pensare, ed anche la pazienza di scrivere, ritagliare e infiocchettare... diceva l'Amica mia, e poi aggiungeva... sono parole che scaldano il Cuore.
Veramente non penso di avere tutti questi meriti a riguardo, è una cosa che faccio con piacere e tanto amore. A volte mentre scrivo mi figuro persino la persona a cui sarebbe perfetto andasse quel biglietto. Empatia oltre il credibile? Non saprei... qualcuno a Natale mi ha addirittura omaggiato di un regalo per questo, con una dedica... grazie per tutto quello che fai.
Ma in fondo che cosa faccio? Incarto briciole di speranza in una striscia di carta. Vorrei fare molto, molto di più. Assicurare almeno un pizzico di fortuna concreta, ché si faccia vedere e non solo sentire. Come faceva intendere fosse Suo desiderio la dignitosa e riservata dolce Amica...
Non lo scelgo io, passo la mano a mio marito. E' più fortunato.
Va be, era un desiderio appunto, e i desideri non sempre sono possibili.
La Tenerezza però è un dono a sé, nasce da un bisogno che diventa desiderio, e si realizza nella semplicità di piccoli gesti e parole appropriate.
A goccia a goccia, come medicine per lo spirito. Prima, durante e dopo. Senza effetti collaterali.
Sono semplici parole lette così, di sicuro non fanno male.
Sarebbero pure banali per certi occhi ed orecchi, e resterebbero ferme lì dove sono scritte con calligrafia bambina. Segni indecifrabili e incomprensibili per Chi non sa interpretarne il valore.
E invece mettono le ali e volano lontano,
dove posa il Cuore e il sogno non muore vano.

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