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giovedì 14 gennaio 2016

COMUNICARE... PAROLE E GESTI



Non siamo monadi chiuse all'esterno. Se lo fossimo la Nostra presenza collettiva servirebbe esclusivamente ad occupare uno spazio più o meno ristretto, saremmo completamente autonomi, autosufficienti, dotati di mega pensiero non suscettibile di cambiamento. Nessun passo indietro quindi, e del resto come e soprattutto perché dovremmo farne?
La Comunicazione nasce per soddisfare esigenze e bisogni, si alimenta di se stessa, serve a farsi capire e comprendere nelle relazioni umane. Si avvale di mezzi diversi, più o meno validi, usati in modo appropriato o meno. Comunque fa riferimento all'uomo come punto di "partenza" e "arrivo".
Tralasciamo gli ultimi "canali" di tipo tecnologico, non è questa la sede giusta per trattarne e si potrebbe finire in una polemica sterile. Sarà piuttosto un discorso... terra terra, basato sui mezzi essenziali... parole e gesti.
Come si riesce ad arrivare all'Altro... qual è il modo più rapido ed efficace? Dare una risposta secca non equivale ad essere nel giusto o aver torto, perché come tutto ciò che riguarda l'essere umano, è soggettivo e altamente variabile, preferisco al solito dar voce alla mia esperienza.
Prima della malattia, convinta di essere inadeguata per tutto, mi consideravo addirittura incomprensibile, e di conseguenza col destino di incompresa a vita. Poi il "grande evento"... e da quel momento quasi ogni giorno una nuova scoperta. Cominciai a farmi strada per capirmi e senza confronto sarebbe stato impossibile.
All'inizio ben accolta... poi mi sembrò di essere troppo presente, invadente... o cosa?
Non ho mai taciuto, anzi ho cercato sempre il relazionarsi continuo.
Avevo motivazioni, argomenti e giuste modalità di approccio.
Hai il dono della comunicazione. Sei unica.
Ma bada, ti scontrerai ancora, non sono tutti come te.
Questo mi si diceva, e a volte non sapevo se interpretarlo come sprone o freno. Comunque è andata.
Ed ora eccomi qui. In una realtà doppia...quella dentro calata a viva forza, che un po' scordo e molto più spesso mi sento addosso, e nella normalità che vivo certe volte da estranea, nelle relazioni umane varie ed eventuali, quelle ordinarie intendo, di cui non si può fare a meno e che non richiedono un granché di impegno.
Le altre sono più difficili, comportano responsabilità... vado con la purezza di Cuore, provo sempre con il sorriso, mi capiscono solo quelli come me che si accontentano di poco.
Una carezza sui capelli o sul capo raso, un complimento, un semplice aiuto per un'azione elementare ma in quel momento assai difficoltosa.
E' anche questo comunicare.
Non mi farò mai indietro.
Tornare nel mio confine, carica di triste meraviglia, non mi basta più.

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