ottobre

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martedì 11 giugno 2013

Non so come fare... non so spiegarmi perchè il tempo vada così in fretta.
Sono stati giorni laboriosi, sempre di corsa... alla stregua di Chi corre per non farsi raggiungere.
Di sicuro sarà un problema esclusivamente mio, un altro "scherzo" della Mente che fa apparire ciò che non è... me ne sta facendo tanti in quest'ultimo periodo!
E così... stanca da sentir le ossa rotte, mezza assonnata per una notte trascorsa quasi in bianco a causa di Altri che stentavano a prender sonno, mi ritrovo a mettere insieme qualche pensiero che, ringraziando il Buon Dio, non manca mai.
Tornata ai miei "silenzi serali" riprendo a riconoscere quel che sono diventata, la persona che fa un passo alla volta  ed è felice di farlo perchè sa che prima o poi "arriva" lo stesso.
Quindi fa il riepilogo della "sua" giornata ed è contenta se anche uno solo di quelli che ha avvicinato al mattino ha ricordato il "suo" nome... in verità facile e comune, eppure in tanti lo dimenticano ma va bene lo stesso. E se per giunta qualcuno di Loro si è lasciato andare in un libero sfogo anche oltre la malattia, ne è felice perchè vuol dire che l'hanno considerata degna di fiducia... e c'è forse dono più grande?
"Essere di casa" in un reparto come il Nostro è facile e difficile nello stesso tempo... facile perchè, trattandosi di un Day Hospital terapeutico, ciclicamente s'incontrano sempre le stesse persone e diventa naturale stabilire una relazione d'amicizia, il difficile però sta nel mantenerla col tempo, rinnovandola... in un certo senso, "aggiornandola". Perchè le situazioni cambiano, in meglio o in peggio non è determinante ma bisogna conservare l' "antico spirito di speranza" che fa da filo di unione e di affetto.
Stamattina, allora... mi sono ricaricata come sempre, perchè quando sono in reparto accantono quasi dimenticandola ogni incombenza della mia quotidianità, per poi riprenderla scevra di qualsiasi banalità.
Ecco... è  l'approccio con la Vita vera che va all'essenziale, quello che fa crescere e sembrar diversi e poi libera dalle paure, "racchiudendole" in una più giusta ed equilibrata dimensione.

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