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martedì 18 giugno 2013

E' assurdo a distanza di centinaia di anni  affermare di voler andare incontro alla sofferenza per farsi simili a Cristo, ed è talmente incredibile dato che il Cristo fu uno solo e già nella Sua umanità diede segni di cedimento, che viene da ipotizzare altro.
Non sarà il "non noto" delle terapie a spaventare più della malattia stessa? Al momento della diagnosi spesso i sintomi sono pochi, confusi quasi insignificanti... ci si guarda allo specchio e niente pare diverso da prima.
C'è il CANCRO e ci sono IO... e poi, potrebbero aver sbagliato... forse c'è stato uno scambio di referto e il cancro non è vero che c'è... Chi può dirlo!? Dopo tutto io non sto così male, qualcosina si... magari passa pure da sola.
La "certezza" è data  da ciò che si vede o si crede di vedere, mentre le terapie, la chemio in particolare spaventano perchè rappresentano l'"incertezza" di ciò che non si conosce, aggravata da nozioni sbagliate e dicerie, frutto di ignoranza, pettegolezzo e insensibilità. Allora è la "cura" che si vuole evitare e così Chi dice di voler avvicinarsi a Cristo nella sofferenza, paradossalmente se ne discosta perchè il Figlio di Dio andò incontro completamente al Suo destino senza facoltà di scelta o scuse.
Qualche giorno fa un'Amica al termine del Suo primo ciclo di chemio sorrideva e continuava a ripetere... pensavo fosse chissà quale cosa terribile, mi avevano detto... la chemio "brucia" ed io già mi vedevo all'inferno... che avrei dato di stomaco ma per ora mi sento benissimo, mi hanno detto pure che si perdono i denti però questo non mi riguarda perchè porto già una protesi. Tutto sommato si può affrontare, si deve non fosse altro per darti forza e speranza.
Ecco... è così che la cosa va vista nell'insieme... nell'ottica del "male minore".
Ricordo che al momento della diagnosi mi fu prospettata la "neoadiuvante", 4 cicli di "rossa" prima dell'intervento... ero consapevole che avrei perso i capelli e in quel momento mi balenò con terrore l'idea di affrontare l'operazione a capo "nudo", quasi fosse la condizione dell'intero corpo.
Pensai subito... non bastava il cancro, anche la chemio, e se avessi potuto l'avrei evitata con tutta me stessa. Ma non potevo o meglio avrei potuto anche scegliere di non farla o farla dopo, ma questo avrebbe voluto dire avere meno probabilità di un successo completo o anche peggio.
Tra la mia opinione giusta o fallace, l'incognita di un futuro prossimo o remoto, c'era un'unica certezza... scegliere la vita che in quel momento veniva offerta in un modo poco accattivante ma concreto.
Si trattava di "rilanciare la
carta" come per un gioco d'azzardo... prendere o lasciare.
Presi... mi andò bene... e fino ad ora non ho avuto modo di pentirmene.

4 commenti:

  1. Quanto coraggio in questo racconto Mary... Poi questa Amica è stata bene? Auguro a tutti di stare bene e di non aver paura delle malattie... come ho io. Buona giornata mia cara Mary. Un abbraccio.

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    1. Cara Ale... il "coraggio" è un qualcosa che si alimenta di se stesso.
      Cominci ad essere coraggioso perchè devi, e finisci con il non renderti nemmeno conto di quanto Tu lo sia diventato.
      Si tratta quindi di fare... un salto di qualità, potrebbe essere anche nel vuoto ma vale sempre la pena rischiare.
      Un abbraccio...
      Mary

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  2. Mary, scusa se cerco di distendere un po'. Certo che la scala reale mancata della fotografia, può rappresentare, in certo stato d'animo dei giocatori uno scacco, ma anche una scala reale semplice, è un bel gioco nel poker. Quindi insisti ed un giorno avrai la tua scala reale massima. Un amichevolissimo abbraccio.

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    1. Si, caro Elio... conviene sempre adattarsi ed accontentarsi, per non perdere la fiducia e intanto poter continuare.
      Prima o poi... sono sicura, otterrò la vittoria su tutti i fronti.
      Un caro abbraccio anche per TE.
      Mary

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