dicembre

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mercoledì 5 giugno 2013

E poi è toccato a Noi Due, le "guaritrici ferite"... come ha preso a chiamarci il Nostro "facilitatore". Entrambe mastectomizzate, entrambe "ricostruite" ma per me una maggiore "anzianità di servizio" per quanto riguarda la malattia. Abbiamo visto in ciò che ci è capitato una risorsa e liberamente abbiamo scelto di metterla a disposizione di Chi continua a... lottare contro "u' animal", come chiama il cancro sempre il Nostro "facilitatore".
"Comincia Tu...", ha detto rivolgendosi a me, "... così Lei ha modo di prepararsi", ma forse la più impreparata ero proprio io, nonostante il "ripasso" continuo. Soprattutto l'ultima testimonianza, quella di una mamma che accompagnava la figlia ammalata da più di cinque anni, aveva lasciato il segno di brutto, dal primo momento infatti, ciò che più mi aveva dato conforto e sprone era stato il pensiero che ad ammalarmi fossi stata io e non uno dei miei cari... i figli in particolare.
 Ed allora quando avrei dovuto dare la "risposta giusta" in termini di speranza, mi sono "sciolta in lacrime"... ma non ero disperata, lo giuro... era la piena delle emozioni che aveva rotto gli argini. Nessuno del gruppo mi aveva mai visto così e a questo punto è stato un... pianto generale. A quanto pare non solo il "sorriso" ho contagioso ma anche le "lacrime".
Mi sono ricomposta, vergognandomi un po' anche perchè dovevo rispondere alla domanda, non volevo dare l'impressione di eluderla con la scusa della commozione... di salvarmi "in corner", insomma.
Ho spiegato che cosa avesse rappresentato per me l'esperienza del gruppo... la concreta opportunità di mettere in atto appagandola l'esigenza primaria venuta fuori con la malattia. Aprirmi agli Altri... costituire un esempio vivo, un incoraggiamento reale per continuare a... combattere, non mollare mai per vincere la propria guerra. Questo atteggiamento di estrema "positività" servirebbe a dar corpo alla Speranza non più "ultima dea".
"Tu... allora sostieni di aver superato ogni ostacolo che ha posto la malattia, ma... la paura della morte... hai superato anche quella?"
Non ho avuto dubbi perchè di questo non sono solo convinta ma di più... "L'ho superata, certo... non abbandonando affatto per tre anni il posto che ha visto le mie lacrime prima e i deboli sorrisi sempre più frequenti e decisi poi, l'ho fatto mio... oggi è la mia casa e non temo un eventuale ritorno. E poi... mi sarà bastato aiutare, dar coraggio vero ad uno solo dei tanti Amici tra "quelli che contano", per non morire mai". Non si muore se si continua a... vivere nel ricordo di Chi Ti ha conosciuto.

4 commenti:

  1. La Paura cara Mary, la paura non mi abbandona mai.
    Domenica sono stata male, è rimasta una grande paura... ma tu come fa? Mi sento "persa"... Tu sei GRANDE Mary, la tua positività ti fa vincere tutte le battaglie. Ti stringo forte forte.

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    1. Cara... mi chiedi come faccio. Come ho fatto un tempo, magari... perchè una volta che ho provato ho capito che potevo continuare a... vivere con la giusta serenità, solo in quel modo. Che poi è la cosa più normale e facile che ci sia... comportarsi nella maniera esattamente contraria a quella che fa star male. In definitiva non è che coltivando la paura risolvi il problema definitivamente, solo Ti sottoponi ad un continuo stress psicologico che Ti fa venir paure più grandi in un crescendo che distrugge.
      Allora... far finta "quasi" di niente e ripetersi, passerà... ecco sta già passando. L'effetto immediato sarà sorprendente, vedrai! La "forza della Mente" ha capacità incredibili.
      Un bacio...
      Mary

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    2. ciao Mary, ciao Ale, quando sei in ballo, bisogna ballare! a volte mi stupisco da sola, mi arrabbio per un lavoro fatto male, mi arrabbio se le cose non vanno per il verso giusto, poi mi fermo e rifletto, ma non è più importante cento milioni di volte esserci? il resto è solo un contorno... un abbraccio a voi due
      Patrizia♥

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    3. Non c'è da aggiungere altro... siamo o non siamo state separate alla nascita?
      Un abbraccio grande...
      Mary

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