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domenica 23 giugno 2013

... Le ho dato la forza di donare la vita, quella di accettare il rifiuto che spesso le viene dai suoi figli.
Le ho dato la forza per permetterle di continuare quando gli altri abbandonano. Quella di farsi carico della sua famiglia senza pensare alla malattia e alla fatica...
E finalmente le ho dato lacrime da versare quando ne sente il bisogno.
La bellezza di una donna risiede nei suoi occhi... E' la porta d'entrata del suo cuore... ed è spesso con le lacrime che vedi passare il suo cuore.


E' stato l'osservare per quasi tutto il giorno un "tenero pancione" in attesa, a farmi riflettere, a mettere in fila dei pensieri in successione, del tipo... non so, causa ed effetto... solo che non sempre corrispondevano.
Se è proprio la donna ad essere chiamata per la vita, vuol dire che è abbastanza forte per reggerla e poi deve continuare a... esserlo per sostenerne l'eventuale rifiuto. Si ammala e quasi sempre va avanti da sè... ha spalle talmente forti da sopportare un peso non indifferente... la propria sofferenza e il "doloroso disagio" di Chi è con Lei. Non pensa di meritare chissà quale premio ma almeno la "memoria" di ciò che bene o male si è condiviso. Quando la misura è colma trova sfogo nel pianto, come se il Cuore traboccasse lacrime.
Temo però che con il tempo, a forza di versarne sull'animo si posi un "duro strato", una sorta di scudo a protezione... per non soffrire o almeno soffrire di meno visto che del tutto non si può.
Sarà per questo che "oggi" piango molto meno, i miei anni sono abbastanza da giustificare la cosa.
E mi viene in mente quando piangevo anche per niente... "lacrima facile" mi chiamavano e non mi davano credito poi nelle occasioni in cui ci stavano bene il pianto e la malinconia. Forse all'epoca sarebbe bastata solo un po' di attenzione nei miei riguardi e avrei capito da sola che per piangere c'è sempre tempo.
Intanto sono cresciuta... donna, moglie, madre è stato chiesto a me di capire i malumori, le intemperanze altrui anche quando per la testa ne avevo di pensieri e "cose storte"... e se "per troppo pieno" sfuggiva un sospiro un po' strano, erano sguardi interrogativi carichi di meraviglia. Ma no... come potevo, ero si o no... una donna? Praticamente... come dire, il Padreterno!
Va bene, va... non stiamo a lamentarci e come dice anche l'Amica, la "signora araba"... NOI siamo speciali, e tutto sommato quel che ci è capitato... meglio a NOI che a Loro, tanto... vogliamo scherzare!? NOI vinciamo sempre.

2 commenti:

  1. Ho dato il tuo nome ad un'amica che ha la figlia che sta male, spero che venga a visitare il tuo blog... Un grande abbraccio.

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    1. Hai fatto bene, Ale... spero che se verrà a farmi visita, possa esserle di aiuto in qualche modo.
      GRAZIE sempre per la stima e l'affetto che ricambio.
      Con un fortissimo abbraccio...
      Mary

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