settembre

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martedì 22 gennaio 2013

GRAZIE, NIKI!
"Avere il cancro non deve essere motivo di vergogna"


"Non bisogna rinchiudersi in se stessi o in casa, nè rinunciare alla vita sociale, ai contatti, alle passeggiate, a fare shopping, nè farsi intimorire dalle domande indiscrete o dai commenti di commiserazione e dagli atteggiamenti degli altri"




Non esistono regole fisse... il fine giustifica i mezzi... ognuno agisce come meglio crede, l'importante è lo "scopo"... riuscire a star bene con se stessi dopo aver stabilito nuovi equilibri.
E' difficile, soprattutto all'inizio, accettare il cambiamento di una qualsiasi condizione... basti pensare al trambusto anche psicologico per un trasloco! Quando poi si parla di "malattia" che non sia un raffreddore o l'influenza, accettabili, tollerati solo per la brevità del decorso, allora l'autodifesa della persona si vede minacciata da un "qualcosa" di non noto che in quanto tale non può essere combattuto con armi certe e sicure. A questo punto è come se ci si sdoppiasse... una parte, consapevole dell'evento che appare sempre grave nell'immediato e non solo, non può fare altro che prenderne atto e pur "stralunata" lasciarsi andare a quello che le viene detto... l'altra, più ostinata perchè nascosta nel profondo della psiche, non accetta, rifiuta questo "nuovo ruolo" imposto dal destino.
Passato il tempo di una "convivenza" forzata, confusa e destabilizzante, l'atteggiamento assunto dipenderà dalla "parte" di Noi che predominerà.
L'apertura all'esterno... la voglia a tratti spasmodica, quasi esagerata di proclamare la propria condizione, incuranti del giudizio altrui ed anche dell'eventuale pietà suscitata... fieri di mostrarsi con quella "marcia in più" che solo un evento estremo può donare. E sei finalmente libero anche nella malattia, come se non ci fosse... perchè Ti fai uguale agli Altri, ai cosiddetti "sani"... non c'è niente da commentare perchè hai già detto tutto TU!
D'altro canto c'è invece Chi tende a nascondere il suo "stato" quasi fosse una "colpa" o ancor peggio una "vergogna"... non lo dice a nessuno, cerca di pensarci solo se è strettamente necessario, ha paura persino di pronunciarla quella parola... "cancro", quasi avesse potere di far morire all'istante.
Se da una parte non condivido questa seconda posizione, dall'altra credo che se funziona per riconciliarsi con la malattia e di conseguenza anche con se stessi, ben venga... l'importante è non perdere serenità e pensiero lucido, non nascondere la testa sotto la sabbia nè guardare con sospetto l'Altro quasi fosse sempre lì, pronto a scrutare per cavar qualche segno.
Comunque si agisca... tutto è giusto e fa "strategia" per combattere al meglio un nemico tanto "vigliacco" da nascondersi a volte e poi tornare per colpire alle spalle.



2 commenti:

  1. Cara Mary fa vedere la tua grinta! vedo che è grande!!! ciao e buona giornata.
    Tomaso

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  2. E' grande la mia grinta come grande è la Tua amicizia!
    GRAZIE, caro Tomaso e un fortissimo abbraccio.
    Mary

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