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venerdì 11 gennaio 2013


"... il modo che abbiamo ora di guardare alla vita non potevamo che raggiungerlo così..."




"Mi hanno detto di andare in Oncologia... non ci sono mai stata. Mi aspettano due dottori... giovani"
"... e il nome?"
"Non lo so...  con Loro ho parlato ma non ho pensato ad informarmi sul cognome. Ma Voi... se non siete una dottoressa, com'è che vi muovete con sicurezza in quest'ambiente?" La donna, comunque giovane ma di età non definibile a prima vista, mi aveva rivolto questa domanda dando quindi per scontato che non fossi una paziente...
"Sono una volontaria ospedaliera tirocinante... anzi oggi è il mio primo giorno di servizio, e guarda caso proprio nel reparto di Oncologia". Due occhi azzurri su un volto non tirato bensì segnato da rughe d'espressione, mi guardavano incuriositi.
 "E come si fa a diventare volontari?" Le ho spiegato allora del breve corso che si tiene ogni anno, del colloquio finale... della scelta, ma soprattutto della necessità di una forte motivazione.
"E TU... perchè lo fai e poi addirittura in Oncologia?" A questo punto la curiosità era svanita in quello sguardo per far posto ad un atteggiamento quasi di sfida.
"Ho avuto un tumore, al seno... mi sono curata, mi hanno detto che è passata, ma non sono più riuscita ad andar via di qui... ormai in ospedale sono di casa". "Ah...", è stata la Sua replica seguita da una strana pausa di qualche minuto... poi ha ripreso. "Io invece, ho mio marito di 30 anni con un melanoma cerebrale, non si può fare quasi niente... ora si tenterà con una chemio a base di compresse".
Ho girato il capo verso di Lei e ho notato che le labbra erano quasi atteggiate al sorriso... così pareva, poi guardando più attentamente, non era tanto verosimile un sorriso, piuttosto era una smorfia, ancor più un "ghigno". Nel giro di pochi minuti tre espressioni in una scala cromatica di contrasti... stati d'animo sconvolgenti per Chi li vive ma anche per Chi li osserva... rassegnazione, sfida... rabbia.
In questi casi è molto difficile saper dare inizio ad un discorso di speranza, comunque c'ho provato lo stesso...
"TU dici?...", è stata la risposta immediata e solo in quel momento mi sono resa conto che per la seconda volta mi aveva dato del "TU"... era passata dal mantenersi distaccata col "VOI" ad un tono tra l'amichevole e il familiare.
Non ero una dottoressa... avevo rivelato di essere stata una paziente oncologica, forse un po' atipica per quella strana volontà di continuare a frequentare un ambiente "da dimenticare"... parlavo con Lei come se la conoscessi da sempre. Praticamente eravamo sulla stessa barca, anche se da lati opposti, a tentar di mantenere l'equilibrio.




6 commenti:

  1. Deve essere dura per te dare speranza in certe situazioni che ormai ne hanno forse ben poca,ma hai dato comunque amore...anche se non subito recepito..l'hai posato li'..chiedendo quasi scusa...tra poche parole ,ma che comunque anche per un attimo vi hanno avvicinato!
    Credo che per te sia stata una giornata importante!
    Un bacio...con affetto!

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    1. Non Ti nascondo, Amica mia che a volte resto spiazzata ma non torno mai indietro. La vera difficoltà sta nell'iniziare un certo tipo di discorso anche perchè quasi sempre Chi Ti sta ad ascoltare è davvero arrabbiato... allora comincio così, "... hai ragione, quello che provi è naturale, lo so bene. Un tempo ho provato rabbia ancor più grande della Tua...". Il resto va da sè... e se avverto di essere stata causa di disagio o fastidio, mi allontano... qualcosa sarà ugualmente rimasto.
      Un grandissimo abbraccio per un'Amica che, bontà Sua... sempre comprende.
      Mary

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  2. Per una volta un racconto mi lascia senza parole...un abbraccio !

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    1. BENVENUTA, carissima Amica!
      Dici di essere rimasta "senza parole" e in effetti capita anche a me quando alcuni fatti e situazioni sono particolarmente toccanti.
      Sembrano intrecci di fantasia e invece sono racconti di vita vera, vissuta... perchè a volte la realtà è capace di superare la fantasia stessa.
      GRAZIE per essere qui e un abbraccio.
      Mary

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  3. Ammiro la tua forza che trasmetti sempre!!!
    Tomaso

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    1. GRAZIE, Tomaso e... buon giorno di festa.
      Mary

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