settembre

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venerdì 30 novembre 2012

"Ciao... io vado domani a fare lo Zometa, che fai ... vieni? Un bacio."
Sempre così... un messaggio secco e via, la mia Amica "I speak English" non si smentisce mai. E' vero, ci siamo viste l'ultima volta a luglio, al Suo compleanno, molte altre occasioni sono saltate per vari motivi ma era naturale dal momento in cui il reparto a "quel terzo piano" era stato chiuso. Quella era la "Nostra casa", rappresentava la "normalità" nel quotidiano anche se ci si vedeva una o due volte al mese... era così!
A quel messaggio che più che un invito sembrava un ordine perentorio, prendere o lasciare... ho risposto immediatamente con una telefonata... Vengo! le ho detto e l'appuntamento è stato fissato.
Stamattina allora ci siamo riviste... un grande abbraccio per esprimere affetto che non conosce distanze nè discontinuità... "Quanto vorrei averti più vicina..." mi ha detto con un sospiro ed una punta di commozione, poi si è subito ripresa, perchè "I speak English" è una "dura", almeno così vuole sembrare ma ha un cuore tenero che di più non si può.
Quando la conobbi ero al mio secondo ciclo di chemio ed ebbi subito la sensazione che fosse molto molto arrabbiata o, come Lei ama sostenere... "fortemente inc....ta". La guardavo mentre si muoveva a scatti...  intimidita, cercavo di abbozzare ogni tanto un mezzo sorriso e Lei, per tutta risposta, sempre "fortemente inc....ta" alla fine mi aveva detto solo... siete all'inizio? Beh...  buona fortuna!
Ed io, ancora oggi, di questa donna stupenda continuo a... ricordare soprattutto questo.
Tornata a casa, ho acceso il pc ed ho cercato il post, la "pagina" dove per la prima volta parlavo di Lei... all'epoca il mio "giudizio" era leggermente diverso, "inconsapevolmente benevolo"? No... magari "timoroso d'azzardare"... beh, lascio a Chi legge l'opportunità di un parere più obiettivo... secco.


... "Quella mattina conobbi anche D., una donna più anziana di me, già mastectomizzata, era lì per l'infusione dello Zometa a causa di metastasi ossee. Sicuramente molto emotiva, col Suo muoversi a scatti manifestava un malcelato nervosismo, non riusciva neanche a sistemarsi sulla poltrona, pur essendo una veterana, quasi fosse la prima volta che le veniva attaccata una flebo di quel genere. A D. non andava di parlare, ma poi, forse le feci tenerezza, capì che per me la strada era ancora lunga e cominciò... Parlò di sè, del Suo "seno ballerino" a causa di un tumore strano, simile ad una mastite (carcinoma infiammatorio?) che le aveva dato febbre e tanto dolore, la sofferenza dell'intervento e della terapia ed altro ancora. Ogni tanto azzardava anche dello spirito, delle battute, però lasciando intendere sempre un po' d'amarezza..."

Così la descrivevo due anni fa... c'è molta differenza?
A rileggere tutto... forse un po', ma mi sorge il dubbio che sta tutta "in me" la "decisa" differenza... o no?

2 commenti:

  1. Non farti una colpa cara Mary con il tempo molte cose cambiano senza che una/o debba domandarsi di che è la colpa!!! la vita a dei suoi alti e bassi,
    l'unica cosa è accettarli per vivere serenamente.
    Buon fine settimana cara amica.
    Tomaso

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  2. Sempre tanto caro sei buon Tomaso...
    Ti abbraccio forte, augurandoti una felice domenica.
    Mary

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