settembre

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venerdì 30 giugno 2017

DI FRONTE ALLE ASSURDITA' DELLA VITA...


Ammutolisco e penso. Poi cautamente mi muovo, perché un tempo non lontano decisi che avrei riempito di fiori la mia esistenza, vivendo di speranze ma non illusioni.
In questi ultimi giorni, forse perché mi sento un po' più fragile, però preciso... pura e semplice sensazione, mi ritrovo a soffermarmi sulle "righe storte" della Vita, e non riuscire sempre a leggervi in mezzo. In pratica resto all'evento e a malapena auspico l'esito finale felice, rapida lo tocco e "fuggo" per timore di essere smentita.
Bene, più volte ho affermato di sentirmi una 048 in stand by, ora ne sono ancor più convinta con l'aggravante di essere precaria ob torto collo e oltre misura senza quel codice rassicurante. Non fai in tempo ad abituarti ad una condizione, o ad accomodartela alla meglio, o ancora per certi versi a decidere una linea di condotta, che qualcuno o qualcosa viene a stravolgere l'esistenza.
E dopo uno "sgradito ritorno" con aggravante, e una "cosa seria" che si aggiunge a un fatto già grave, già da me l'altro giorno eventi definiti come assurdità della vita, oggi mi si presenta una storia che pare un "dispetto" per capriccio di quella suddetta Vita a dir poco bizzarra per sua natura.
Una giovane coppia dopo un lungo periodo di convivenza e la nascita di un bambino decide di completare con un "anello" il cerchio perfetto dell'Amore che unisce. Quindi data fissata e preparativi, grande entusiasmo e gioia infinita, quando all'improvviso fa la sua comparsa l'"indesiderato ospite". A questo punto che fare...? Mandare tutto a monte, rinviare... prendersela con la mala sorte, disperarsi? Niente di tutto questo, ma affrontare ciò che si presenta e anche quello che si era deciso. Solo qualche variazione di programma. Luna di miele fai da te, nel luogo che mai avresti voluto, dopo aver fatto l'unica scelta possibile per non sottometterti e soccombere ad un nemico invisibile e per questo più subdolo.
Quando si vuole l'accomodamento c'è sempre... ho ripetuto a me stessa per tutto il pomeriggio, e scrivendolo ora diventa una promessa per me e non solo. Finché Dio vorrà dovrò avere la forza di sostenere sguardi impauriti, ridimensionare timori senza mai banalizzarli, ascoltare senza esprimere pareri e giudizi. Fermarmi su quelle famose righe storte e non perdere mai l'equilibrio.

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