agosto

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sabato 17 giugno 2017

NOI... CHE NON CI ARRENDIAMO MAI!



Pomeriggio caldo, in linea con il clima della Nostra città in questo periodo e per il tema sempre molto sentito del tumore al seno, intervento e ricostruzione della mammella. Ospite e relatore d'eccezione il prof. Roy de Vita, napoletano di origine, primario e coordinatore della Breast Unit all'Istituto Tumori "Regina Elena" di Roma.
Sul palcoscenico dell'Auditorium "Santa Chiara", ex convento ristrutturato ed ora attuale sede dell'Associazione Culturale "Apulia Felix", l'introduzione è stata curata dal primario di Chirurgia Generale degli OO.RR. di Foggia, dott. Fausto Tricarico, e dai due chirurghi senologi, dott. Marcello Di Millo e dott. Francesco Vitulli. E' poi seguita una sorta di "Ouverture", un'apertura musicale che predisponesse al meglio mente ed animo. Noto è infatti il benefico effetto anche terapeutico della Musica, allora quale migliore inizio?
Immediatamente dopo, la relazione dell'illustre ospite che pur reduce da un altro convegno ha mostrato da subito la grinta, la passione per il Suo lavoro, e una grande carica empatica.
Dovrete staccarmi la spina per farmi smettere... ha detto di sé... perché quando prendo a parlare tra argomenti e digressioni perdo il senso del tempo che passa.
E in effetti il Suo riferire sciolto e il modo di illustrare slide e video anche di una certa crudezza, hanno preso anche Noi, non tutti "addetti ai lavori" pure se purtroppo direttamente interessate alla cosa.
L'incontro di oggi è parte di tutta una serie che va sotto il titolo, "Andiamo a lezione", perché in Medicina come in altri settori non si finisce mai di imparare ed aggiornarsi. E davvero questa è stata un'opportunità in più offertaci grazie alle Associazioni locali di donne operate di tumore al seno, in primis la novella "Agata".
La relazione del prof. de Vita ha avuto inizio con la presentazione di una slide che mostra il "percorso" di una donna colpita dal tumore. Dallo shock al momento della diagnosi, con il senso di confusione e la sensibile percezione di morte, periodo che per fortuna si realizza breve, a seguire intervento e terapia, periodo più lungo e di massima concentrazione, infine con tutti gli anni a venire. Quest'ultima parte di "storia", altrettanto importante, che resta comunque difficile per Chi la vive sulla propria pelle, perché caratterizzata dai successivi Follow Up, fortemente sentiti a livello emotivo.
Quando parlo ai mariti delle pazienti raccomando loro di non scordare che l'unico giorno di vero benessere per le loro mogli è quello che segue la fine dei controlli periodici, quando finalmente viene detto che non c'è ripresa di malattia. Subito dopo infatti, ricomincia il pensiero su cosa fare e come prepararsi al prossimo Follow Up.
Già... qualora ce ne fosse stato bisogno, l'ha confermato anche Lui, uomo e straordinario medico, non solo "mago di tette e culi". Sarà sempre più facile uscire dalla malattia, ma l'idea non abbandonerà mai.
(continua...)

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