settembre

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giovedì 22 giugno 2017

PERCORSI OBBLIGATI




Percorsi obbligati perché imposti a quella fragilità che ci appartiene in quanto esseri umani, e che diventa grande vulnerabilità quando si vive un'esperienza estrema. Allora ci si aggrappa a tutto, all'incredibile, a ciò che non si vede... al "soprannaturale". Non è per paura, non è codardia... è finalmente consapevolezza di Qualcosa che è, e di cui ti accorgi all'improvviso..
E capita così di trovarti su per quella via che indirettamente ma con la profondità di pensiero porta a Lui.
Ho detto che quest'ultimo Follow Up lo sto vivendo, diciamo così, con maggior passione, e perché non perdessi forza per me e tutto ciò che faccio, ho cercato di essere più attenta a leggere tra le "note" righe e c'ho trovato i messaggi che cercavo e gli "indirizzi" giusti per non perdermi.
Oggi col "Nostro Mercoledì" il primo "percorso obbligato"... Pietrelcina, il posto giusto per dare voce alla Speranza.
Un paese lindo e ordinato, tra scorci di vita quotidiana e profumo di rose e serenità. A differenza dell'altro luogo santo che vide la grande opera di san Pio, San Giovanni Rotondo, qui non sconciano le numerose "puteche" per la vendita dei vari souvenir monotematici. Sono giuste e appaiono discrete in questo contesto, a differenza di tutti quelli che ti bloccano appena scendi dall'auto per proporti la "migliore trattoria" del posto. Noi andiamo a panini... abbiamo replicato... e uno di loro, nascondendo un certo disappunto, ha risposto... e che v'aggià dicer'? Megghj a cussì, almeno per Voi.
Gente campana, solare e abituata a cavarsela sempre in modo diplomatico sui generis ma a loro tanto congeniale.
Poi per i vicoli del borgo storico, alla casa natale di Padre Pio, arredata con mobili e suppellettili originali dell'epoca, e nelle varie chiese dove nacque e maturò la Sua vocazione. Luoghi di silenzio e ristoro mente-corpo, dove è impossibile non lasciarsi coinvolgere dall'invito silente alla preghiera e ad un certo tipo di meditazione. In verità è un bisogno percepito anche mentre si percorrono quelle viuzze erte e strette, e su per gli scalini resi scivolosi dall'antico uso. Senti che sei lì per un motivo preciso, non da semplice turista, e raccogli in Te le energie superstiti perché ritrovino la loro originalità nella speranza. Tranquillità vera e tanta.
Troppa, veramente... dice una delle giovani mamme di una comitiva familiare allegra e cinguettante per bambini di ogni età... Noi non siamo abituati, i figli nostri soprattutto, perciò "fanno casino".
Noi due ci guardiamo, e poi decidiamo questa volta per una "sosta obbligata". Per distanziare la rumorosa comitiva e ritornare nel silenzio che ci serve, perché per Noi la tranquillità non è mai troppa. Che volete... sarà l'età...!

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