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giovedì 11 febbraio 2016

UNA SOLUZIONE C'E' SEMPRE... ovvero... QUELLO CHE DI ME NON SI COMPRENDE



Mi restavano tre o quattro parole da scrivere ancora, poi all'improvviso è saltata la connessione e stanotte non ho potuto condividere i miei pensieri della "buonanotte". Qualcuno dirà... meglio così, data la loro abituale lunghezza, però io c'ho messo tutto l'impegno che insieme al buon intento e all'Amore sarebbe un peccato rinunciare a donarli anche a mezza sera, a quest'ora.
Ciò che avete letto stamattina è la "traccia" abituale che ogni sera condivido nella mia bacheca. Una diversa al giorno, seguendo la quale si svolgono i miei pensieri "notturni". Perché siano "emozioni" per Tutti indistintamente, e in questo spazio "confidenze" per Chi, informato o appassionato di emozioni forti e di rinascita, accetta, comprende e rielabora adattandole a sé.
Grazie sempre per la costante pazienza nel seguirci, e pure di questo "supplemento straordinario"...
"Essere passata per un'esperienza estrema non basta né giustifica. Grande è la responsabilità, soprattutto quando guardi negli occhi e sai che non puoi distrarti un secondo e neppure mostrare turbamento . Qualunque cosa vedi o ascolti. Serena e rassicurante, sul volto l'espressione giusta dell' "apparente normalità".
Non è facile. Per quello che mi riguarda vado in auto-analisi più volte, anche ogni giorno. Troppo forte è il senso di responsabilità che mi prende, non voglio arrecare danni e per questo devo prima uscirne indenne io, ogni volta. Questo di me non si comprende.
Come non si capisce il perché io abbia iniziato e mi conceda pochissime pause. E' perché, nonostante un certo "disagio doloroso", ne ricavo forza grande, ed anche quel tipo di coraggio supportato da un pizzico d'incoscienza. Come dire... io comincio ad andare a passi piccoli, mi guardo intorno e coltivo il silenzio, al primo sorriso accogliente, oso.
Poi ci sono quei momenti così belli, in cui senti forte la relazione stabilita, la confidenza stretta. Sai che non puoi deludere, così fai i salti mortali per farci entrare tutto il Tempo nel Tuo tempo che appare così esiguo.
Ma Chi te lo fa fare?... mi chiedono. Me lo chiedono perché... questo di me non si comprende.
E non potrebbero perché sono io a provare una specie di pudore per il tempo concesso, uno "strapuntino" di vita... come lo chiamo io.
Quando mi trovo a "dispensare" sorrisi e pensieri, sono queste le occasioni che mi fanno sentire di avere avuto tanto di più della persona che in quel momento ho davanti...
Ne asciugo le lacrime per un ricordo all'improvviso, condivido anche la risata per una battuta... sempre all'improvviso, e così mi pare di aver donato pure un po' di questo "mio tempo"... di aver fatto posto sullo strapuntino. Meno male... almeno questo.
Che conflitto di emozioni strane. Che silenzio poi, dentro l'animo mio.
E così non si finisce mai... di imparare che c'è sempre qualcosa al di fuori di Noi, difficile da gestire e che minaccia la presunta sicurezza. Tante prove si susseguono per il raggiungimento di una "maturità interiore" che in realtà non si consegue mai, perché intimamente fragili e sempre "intimiditi" come per un privilegio immeritato.
Un silenzio che preoccupa e fa sentire in bilico... quasi tutto stesse per finire.
E' la Mente che vive il suo "travaglio" prima di "rinascere", ogni volta per tante volte.
E poi si riprende a guardare avanti... a girare pagina perdonando e giustificando non solo se stessi, continuando a... donarsi, perché una rinascita non è solo una "seconda volta", ma un'autentica opportunità di cui mai sentire il peso.
Quando il tempo è passato, e la paura cambia nome, si resta comunque vulnerabili. Unico vantaggio è riscoprire un sentimento oggi obsoleto. La Tenerezza.
Un vago languore nel percepire il "conto dei giorni" negli occhi di Chi hai amato e rispettato un tempo con "timor riverenziale", ed ora è per Te rimasto l'unico punto di riferimento".

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