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domenica 14 febbraio 2016

QUELLO CHE NON MI ASPETTO...


E' sempre diverso ciò che mi arriva all'improvviso, e mi sorprende ugualmente in positivo anche quando palesemente è tutto il contrario. Perché riesco a dargli un senso unico, dopo aver analizzato quel che sarebbe un problema, a "doppio senso alternato". Con calma, oggettività e vagliando le posizioni arrivo alla conclusione che è un "non problema", quindi non c'è soluzione per cui rimuginare, arrovellarsi, rendere il sangue amaro a sé e agli altri.
Ieri è stato un po' così per un verso, fortunatamente però la mattinata mi aveva agevolato.
Entrando in una stanza ero stata accolta da un sorriso con gli occhi rossi e due braccia tese...
Grazie... grazie per essere venuta a farmi visita.
E poi mi aveva preso la mano così forte da farmi sentire la stretta.
Ma scusa, dov'è la novità? Noi ci siamo già conosciute... non è così?
Certo, ma non è che sei obbligata a venire ogni volta.
E ancora ripeteva, grazie... grazie.
Un "grazie" che non mi aspettavo proprio. Non tutti ringraziano, e di questo nemmeno mi rammarico né sto a pensarci, perché dovrei io ringraziare per un'opportunità che mi viene offerta. Essere migliore. E non solo, riuscire a superare piccole paure e grandi timori che a tratti coprono il futuro. Come nuvole fugaci in un cielo azzurro.
Grazie devo dirlo io, quando l'Altro apre il Suo Cuore nella speranza di non perdere la guerra.
Lo ascolto, faccio silenzio in me per elaborare le paure che ci accomunano. Da una parte la paura di non farcela, dall'altra quella di non essere all'altezza.
Per raccogliere le forze, allora respiro profondamente ma in modo lieve, ché non si veda. Poi mi azzardo con l'osare. Al respiro leggero si oppone e contrasta il "gran rumore" dell'osare, perché devo prendere coraggio per ascoltare anche i dettagli, delicati e amari, raccontarmi senza esagerare, cercare di comprendere.
A volte do per scontato di essere capita, ma forse non dovrei pretenderlo, sapendo bene ciò che si vive. Sono problemi veri, quelli non fisime di vanagloria e presunzione. Sono tanti timori e di varia specie, interrogativi che fanno pressione su uno stesso punto e poi per sopravvivere tornano indietro come soluzioni. Mai uguali che durano un giorno o due. Ma in quel momento di "mutuo aiuto" almeno è sedata la paura e torna azzurro il proprio cielo.

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