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lunedì 22 febbraio 2016

LE MIE SCIARPETTE COLORATE


Certo è che in quasi due anni di attesa ne avevo messe insieme proprio tante, di tutti i tipi e colori, per ogni occasione. Non potendo comprare maglie scollate, top e camicette che valorizzassero la mia femminilità, ripiegavo sulla "sciarpetta" che non la mortificasse, adattandola con grazia alla nuova condizione per fortuna temporanea.
Per la ricostruzione trascorse un tempo non proprio breve a causa della lista di attesa, e quando l'espansore cominciò a fare le bizze col suo parossistico "su e giù", anche le sciarpette presero a non fare egregiamente il loro dovere, comunque le indossassi. Un giro morbido intorno al collo e le due code sui seni, un nodo lento a scendere. ad anello, a scialle... insomma, alla fine la destra era sempre un po' più su di tono. Per un po' anche le sciarpette seguirono l'espansore, diventarono antipatiche. Ma a loro mi ero affezionata moltissimo, sarà perché mi avevano abbellito, colorato il periodo più nero, e poi c'avevo speso una cifra per quante ne erano. Così le conservai tutte in un cassetto, perché dopo l'intervento di ricostruzione non mi sembrava vero di sfoggiare un decolletè nuovo di zecca, pure se non proprio come prima, ma cui adattarsi con un po' di fantasia. Del resto non mi era stato detto fin dall'inizio che avrei dovuto più volte... praticamente sempre... fare appello alla forza della Mente?
Ah... di che cosa è capace la Mente! Sfasciare e costruire, caricarsi per effetto di ciò che ha suggerito... scaricarsi per aver subito la sua stessa passività.
E' tutto nella mente, mi dicevano e alla fine mi sono convinta. E mi sono adattata a tutte le situazioni.
Il freddo che viene, per cui gli Altri si lamentano tutto il tempo che dura. Si scaricano per il freddo e si caricano per il caldo, per poi fare lo stesso e ripetere fino allo sfinimento... le mezze stagioni non ci sono più. Una noia stucchevole ed incredibile. Banalità per riempire spazi vuoti e non far asciugare la lingua.
Eppure mi sforzo ad adattarmi a tutto questo, e ci riesco anche a fatica.
Stento a farmi scivolare di dosso altri pensieri e "sensibili percezioni" che questa Mente sempre in frenetica attività mi presenta...
L'Amico che penso lontano e distaccato, l'abbraccio a mio padre che non mi stringe a sé, perché non l'ha mai fatto. Ma sempre lei, la Mente mi riporta alla "Figura" che mai mi abbandona...
Tu mi prendi sottobraccio e dici che qualcosa accadrà, qualcosa di insolito per cui siamo sempre stati pronti. Come il sole che spunta tra i tetti delle case al mattino, come la luna che si accomiata, lenta e sbiadita dopo una notte con noi.
Guardo ancora le mie sciarpette colorate, bene in fila in quel cassetto... sono e saranno le stesse o diverse se la Mente vorrà.
E magari ogni volta ricordando, mi sentirò pure felice, come nessuno può.

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