settembre

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venerdì 27 novembre 2015

NON AVER PAURA DI RICOMINCIARE


Emoticon heart 
La chiamano autosuggestione, io inquietudine... quella sensazione latente e vana che prende totalmente, dopo aver convinto che può finire solo in un modo, drastico passando minimo per un disagio.
Poi alcuni fatti convergono e pare sia così. La calma vacilla, la lucidità si appanna.
Eppure...
Ogni tanto ci penso apposta. E poi ci ripenso e non penso più.
L'abbiamo detto, no...? Rimuginare fa male e poi non porta frutto.
Sarebbe come allenarsi a dare calci al pallone, e non riuscire ad averlo tra i piedi durante la partita. Tanta energia mal spesa prima.
Stasera mi sento un po' così. Un appuntamento importante, una "chiamata" allarmante... un nodo allo stomaco costante.
Non si direbbe che io sia la stessa persona che guardò negli occhi quel "nemico" che l'avvicinò tramite l'inquietudine e la sorprese con crudele violenza.
Mentre ci penso, l'ansia monta quanto basta per smontarmi, la mente associa ricordi e situazioni e si sgomenta.
Mi oriento al positivo. Quel che è passato non torna mai, non in modo uguale, e se penso ad un identico, preciso "ricorso storico", questo sicuramente non sarà. La Vita ama le sorprese, gode nel sorprendere.
Perciò... calma!... tranquilla!
E a me ripeto quasi di continuo...
Pensa che domani migliore sarà.
Ricordi quando avresti voluto rispondere a quell'augurio ma ti limitasti ad un sorriso?
In seguito la risposta sarebbe stata, nonostante i pensieri "vaganti"... sono già guarita grazie, sono guarita dentro, nel carattere e nello spirito.
Ché poi è la vera guarigione, quella che conta, dal momento che si può anche guarire dal cancro ma non si ottiene certo il privilegio dell'immunità a vita o addirittura dell'immortalità.
Allora, che si fa? Non vorrai smentirti... spero.
Comincia subito, dopo che ogni luce sarà spenta e smorzato l'ultimo pensiero.
Ne avrai tenuto da parte uno solo... un piccolo progetto o proposito per domani, un acquisto, una dolcezza, un abbraccio. Tutto dedicato a TE.
Ancora una volta, la medicina giusta sarà... vedere il bicchiere mezzo pieno e cercare di ogni cosa il lato positivo, oltre ogni apparenza.
TU resti al centro del "piccolo mondo" ricostruito a fatica, sei forte di questo e devi continuare ad esserlo "per" questo.
La malattia ti ha fatto scoprire un potenziale del tutto sconosciuto di cui solo vagamente sentivi la presenza.
Per quel senso di vuoto drammatizzavi ogni cosa, le banalità persino riuscivano a toglierti il sonno.
Così... basta coi pensieri vagabondi e continua a... vivere giorno per giorno quello che di bello la vita dà, il cielo sereno dopo le nuvole, la primavera dopo l'inverno, il sorriso dopo il pianto.
In nome della speranza che mai si perde... comunque sia, comunque vada. Sempre sicura di ricominciare.

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